”I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.” (Kofi Annan)

Due appuntamenti importanti, si sono tenuti il 16 ed il 17 settembre, che hanno portato nuovamente alla ribalta il triste fenomeno della “violenza sulle donne”.

In Campaniaad esempio,nel 2018, sono stati 1258 i casi di violenza di cui sono state vittime le donne .

Cio’ èemerso dal rapporto annuale dell’Osservatorio sul fenomeno delle violenza sulle donne presentato il 16 settembre nella sede del Consiglio regionale della Campania con la partecipazione del presidente Rosa D’Amelio, del presidente dell’Osservatorio Rosaria Bruno, dell’assessore alle Pari Opportunità e Formazione Chiara Marciani e della deputata del Pd Valeria Valente.

In questa occasione è stato mostrato anche un nuovo software in grado di aggiornare  costantemente i dati, sempre nel rispetto della privacy.

Il rapporto ha preso in considerazione i casi accertati , cioè quelli in cui le donne vittime di violenza si sono rivolte ai servizi dei centri antiviolenza.

La maggior parte degli episodi, ben 703, si sono registrati nella provincia di Napoli, seguita da quella di Salerno, con 248 casi.

Dal rapporto si evince che delle 1258 donne, il 30,32 percento ha una età compresa tra i 40 e i 49 anni, il 26,7 percento tra i 30 e i 39, mentre il 16,3 percento ha tra i 50 e i 59 anni.

Inoltre è stato rilevato che nel 40,5 percento dei casi, le donne che hanno subito violenza sono coniugate, mentre nel 30,7 percento dei casi non hanno un’occupazione, ne un’indipendenza economica.Nel 35% dei casi sono in possesso di diploma di scuola secondaria di primo grado.

La tipologia di violenza più frequente è quella psicologica con il 24%, seguita dalla violenza fisica con la percentuale del 23%. L’autore della violenza è il marito nel 39% dei casi. La sua attività lavorativa è prevalentemente quella di operaio (36%).

«Colpisce che il 29,4% dei dati sulle denunce provenga dai medici di base e dai pediatri – ha evidenziato D’Amelio – e ciò evidenzia lo stretto rapporto con queste figure, particolarmente nei territori di provincia e dei piccoli Comuni, e l’opportunità di un maggiore coinvolgimento dei medici di base e degli insegnanti. Inoltre – ha proseguito – stiamo legiferando sul piano regionale affinché possano essere destinate maggiori risorse ai centri anti violenza e alle case rifugio al fine di rendere stabili queste organizzazioni che sono indispensabili per far fronte ad un fenomeno che non sembra affatto regredire».

Altrettanto interessante ed importante è stato l’incontro del 17 settembre sempre in relazione al tema della violenza sulle donne, promosso dall’Associazione Polis, dal titolo “Io ci sono – La testimonianza di Lucia Annibali e l’eredità di Anna Costanza Baldry”, con la partecipazione  di  don Tonino Palmese, presidente della fondazione Polis della Regione Campania, promotrice dell’iniziativa e di Chiara Marciani, assessore regionale alle pari opportunità.Insieme a loro il deputato Paolo Siani e  Valeria Valente, presidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio, il prefetto Raffaele Cannizzaro, commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti, Rosaria Manzo ed Enrica Amaturo, rispettivamente vicepresidente della Fondazione Polis e presidente del comitato scientifico della stessa fondazione, Paola Di Nicola, magistrata e scrittrice, Anna Sorrentino del dipartimento di psicologia dell’università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Antonietta Bozzaotra, presidente dell’ordine degli psicologi della Campania. A moderare l’incontro il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli.

“Questo dibattito – dice don Tonino Palmese – ci aiuta a soffermarci di più sul tema del femminicidio , ed a riflettere come tante volte è stato riservato, da parte della fondazione Polis, tantissimo impegno sul fronte della lotta alle mafie, sottovalutando il fenomeno della violenza sulle donne, altrettanto grave.

Infatti come rileva l’assessore Marciani ,sono circa duemila le donne che ogni anno si rivolgono ai centri antiviolenza. Molte sono maggiorenni ma ci sono anche 39 minori. Il dato significativo è che la richiesta di  aiuto perviene sempre con molto ritardo, di solito quando già c’è una refertazione medica o psicologica della violenza.

Utile è tenere presente, a questo punto, le azioni messe in campo dalla Regione Campania come le linee guida per l’attuazione del codice rosa nelle Aziende Sanitarie e nelle Aziende Ospedaliere, i corsi di formazione per gli operatori in tutte le strutture sanitarie della regione e della polizia locale , con cui è già stato siglato un accordo.

La formazione viene considerata fondamentale da Valeria Valenteper debellare una cultura di stampo patriarcale e sessista, che caratterizza la nostra società, ed è la causa scatenante del femminicidio . “Basti pensare che negli anni 80 ancora esisteva il delitto d’onore”.

Siani propone  di lavorare  soprattutto sulla prevenzione ,sfruttando  le risorse esistenti e creando una rete di sentinelle sul territorio.

Lucia Annibali illustra le linee guida (approvate unanimamente dalla Camera ) per la prevenzione della violenza sulle donne“Il nostro obiettivo – dice – era quello di offrire la possibilità alle donne che chiedono aiuto di sapere che non sono sole e che c’è una speranza”.Nelle linee guida – prosegue Annibali, ci sono indicazioni anche per quanto riguarda la refertazione e l’individuazione delle prove.

Il prefetto Raffaele Cannizzaro comunica che a breve sarà approvata una modifica al regolamento attuativo della legge 122 del 2016 sugli indennizzi per vittime di reati violenti, in cui sono inclusi anche i casi di femminicidio.

Rosaria Manzo invita ad arginare questo fenomeno, non lasciando mai sole le donne vittime di violenza.

Particolarmente incisivo è stato l’intervento del giudice Paola Di Nicola che ha sottolineato come le vittime di violenza non sono tutte uguali , quelle di camorra infatti  o di terrorismo sono credute, quelle di violenza maschile no. Verso le donne si nutre molta diffidenza, questa è la cruda verità, manca la consapevolezza di una responsabilità collettiva. Se non combattiamo questa cultura, continua Paola Di Nicola, la violenza sulle donne continuerà ad esserci per altri 40mila anni.

Altra protagonista della giornata è stata la psicologa, recentemente scomparsa, Anna Costanza Baldry, nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito da Sergio Mattarella per il suo impegno nella lotta alla violenza sulle donne.  E’ stata ricordata coralmente attraverso un suo scritto, letto dall’attrice Veronica Mazza .

Gli ultimi interventi sono stati quelli di Enrica Amaturo e di Antonella Bozzaotra. La prima ha invitato a porre attenzione istituzionale nei confronti dei figli delle vittime di violenza di genere, divenuti orfani di madri uccise e di padri in carcere . La presidente degli psicologi, rileva invece l’urgenza di creare una rete sul territorio per prevenire e combattere il femminicidio.

Vorrei concludere infine , ricordando come sul nostro territorio ci sia una particolare sensibilità verso il tema della violenza sulle donne. Da anni Associazioni, Comune ed Asl , propongono diverse iniziative e giornate dedicate per non dimenticare ne sottovalutare una così terribile realtà.

L’ultima iniziativa, curata dall’Associazione “l’Ancora del Sorriso” che ha come presidente la dott.ssa Susi Silvestri, è stata la donazione di una panchina rossa, collocata nel cortile del Distretto Sanitario di Casoria, per ricordare le tante donne sacrificate in nome di un’oscura e cieca violenza, affinchè la loro morte o traumatica sopravvivenza sia di monito perché questo non accada mai più.

 

 

 

 

 

 

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