capricci-come-affontarliÈ capitato a tutti prima o poi di imbatterci in qualche bambino capriccioso, indisciplinato, difficile da sopportare, che  non segue le regole, e non tollera avere dei rifiuti. Questo carattere spesso deriva da un eccessivo permissivismo dei genitori, che tendono esageratamente a proteggere il bambino da qualsiasi frustrazione, anche quella derivante da un NO. Spesso però alcuni genitori sono tanto permissivi coi figli unicamente poiché impreparati a stabilire regole chiare di disciplina e si crea così un cerchio vizioso in cui prevale la confusione tra avere premura e viziare. E’ naturale e giusto occuparsi del bambino, ma può risultare negativo essere a sua disposizione per qualsiasi cosa o al momento sbagliato, per esempio quando deve imparare a giocare da solo o con altri coetanei, oppure dopo che si è comportato male: questo non permetterà al bambino di imparare ad aspettare. Se non si impostano delle regole in modo costruttivo, il bambino viziato avrà dei problemi, specialmente dall’epoca della scuola in poi: sarà poco accettato dagli altri coetanei, perché troppo egocentrico e arrogante, e sarà mal sopportato dagli insegnanti perché troppo insistente e poco docile.  Bisogna quindi in primis che ogni genitore si impegni a stabilire delle regole valide per il figlio, applicandole a seconda dell’età: un bambino piccolo ha capacità ridotte di comprensione e sopportazione della frustrazione: se fa i capricci per volere giocare con un oggetto pericoloso o delicato lo si può aiutare a sopportare la proibizione, virando la sua attenzione su un giocattolo adatto alla sua età. Se il bambino è in età prescolare, il dialogo deve diventare la regola davanti ai comportamenti capricciosi: se però non intende ragioni, dovete applicare una punizione che abbia una conseguenza immediata. Se il ragazzo è sui 10-12 anni potrà bene intendere le vostre opinioni e i vostri ordini, ma è importante che vengano supportati da buone motivazioni per essere accettati. Bisogna inoltre essere pronti ad affrontare con serenità e fermezza il pianto del bambino e cercare di capire se piange per un motivo giustificato. Se si lamenta per dolore, fame, paura, rispondete subito alla richiesta; se piange perché desidera qualcosa, potete decidere o meno di accontentarlo. Spesso i bambini fanno capricci per ottenere l’attenzione dei genitori, per farli cedere, per cambiare le loro decisioni, per riuscire a fare quello che vogliono! Non cedete a questi ricatti ma non cercate neanche un rapporto alla pari col bambino finché non è maturo: se ha due anni non state a parlare di regole: il piccolo non ne comprende il significato; applicatele e basta. A 4-5 anni si può cominciare a parlare di disciplina al bimbo, però evitando di stabilire con lui le regole, perché gli manca il giudizio necessario. Educhiamo infine i bambini al valore dell’attesa: aspettare serve al bambino ad accettare meglio la frustrazione, ad imparare ad essere paziente. Non sentitevi in colpa se dovete far aspettare il bambino in certe occasioni (per esempio, quando siete impegnati con altre persone): l’attesa non danneggia la crescita psicologica del bambino,ma al contrario lo aiuterà a rafforzarla.

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