Home Casoria Le origini di Casoria: da centro agricolo a …

Le origini di Casoria: da centro agricolo a …

466
0

casoria storicaIl nome di Casoria è documentato con certezza solo alla fine del X secolo col toponimo “casa-aurea” ossia casa d’oro, riferendosi molto probabilmente alle caratteristiche di villaggio riccamente fertile. Numerosi reperti archeologici attestano che la zona era abitata sin dal III secolo a.C come la necropoli nella zona orientale di Padula e nella zona Squillace vicino ad Arzano. Uno dei più antichi insediamenti fu il villaggio di Carminianum, toponimo di chiara origine romana, legato evidentemente alla gens Carminiana. A partire dal VI secolo, il paese divenne un fiorente centro agricolo grazie all’opera dei monaci benedettini fino a diventare intorno al Mille un vero e proprio villaggio operaio sviluppandosi in maniera determinante ad opera del monastero benedettino di San Gregorio Armeno di Napoli, il quale introdusse il culto di San Mauro, patrono della città, la cui festa ricorre due volte l’anno, il 15 gennaio con la tradizionale processione e la seconda domenica di luglio con il celebre “incendio del campanile”. Durante il Medioevo Casoria fu feudo dell’arcivescovo di Napoli grazie al quale fu fondata nei primi anni del Mille una Collegiata dedicata a San Mauro. Il casale fu aggregato nel 1580 al regio demanio e godeva degli stessi privilegi della città di Napoli ma nel 1631 fu messo all’asta dai viceré e per riscattare la propria libertà, circa trecento famiglie del posto dovettero pagare un riscatto di ben 12000 ducati. Il casale divenne completamente libero solo nel 1734 con l’arrivo di Carlo di Borbone. La città nei secoli è stata fortemente legata non solo alla Chiesa ma anche agli sviluppi politici e sociali della città di Napoli. Per questo motivo, molti notai, avvocati e medici provenienti dall’Universitas di Casoria, entrarono nella pubblica amministrazione napoletana donando quindi una grande tradizione giuristica al lustro casoriano: tra i tanti va ricordato Nicola Rocco (1811-77) a cui si deve l’invenzione del Codice internazionale privato. La città di Casoria, in virtù del fatto che è stata nel secoli legata alla figura del vescovado napoletano, è ricca di strutture religiose come la Basilica di San Mauro le cui prime notizie sulla cappella risalgono al 1092, mentre la parrocchia nacque ufficialmente nel 1429. L’attuale struttura risale ai primi del Seicento, in stile barocco e conserva opere di Domenico Antonio Vaccaro, autore di importanti chiese napoletane. Un’altra è la Chiesa di San Benedetto che conserva il monumento gotico funerario di Giacomo Torello, militare che seguì nel 1254 il papa Innocenzo IV nella battaglia contro Corrado IV o la casa del Beato Ludovico da Casoria, francescano operante nell’Ottocento e figura fondamentale per la rinascita cattolica della città. La svolta decisiva si ebbe nel secondo dopoguerra quando Casoria fu scelta come simbolo dello sviluppo industriale dell’intero meridione grazie ai finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno. Sorsero numerosi stabilimenti come la Rhodiatoce, fabbrica di fibre sintetiche. Casoria stava divenendo uno dei distretti industriali più importanti d’Italia ma a causa di dissesti finanziari, cattiva gestione dei fondi, bonifiche irrealizzate la cittadina casoriana a partire dagli anni 70 ad oggi si trova ancora in bilico tra aree dismesse e promesse di rilancio. Auspichiamo ad una ripresa culturale delle proprie radici per riportare agli albori ad una città che potrebbe e può divenire un trampolino di lancio per molti giovani dell’hinterland napoletano.

Articolo precedenteAfragola. Una commedia da non perdere: “Cose Turche”.
Articolo successivoCimitero di Sant’Antimo. Luci votive spente da una settimana
Storica dell'arte, addetta all'accoglienza turistica Regione Campania. Ama l'arte in tutte le sue poliedriche sfaccettature, dalla letteratura al cinema, dal teatro alle mostre museali, il tutto condito dalla passione per la cucina meridionale. La citazione che più la rappresenta appartiene ad Oscar Wilde:"Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".