“Identity denied” (identità negate) è la doppia personale di Luigi Guarino e Mauro Rescigno, un’occasione per lo spettatore di osservare un lavoro artistico che intende portare alla riflessione sull’uomo contemporaneo, in quanto singolo e appartenente ad una realtà comunitaria e nel contempo, come soggetto della più vasta dimensione universale. Il tema dell’identità dell’essere umano, è indagata attraverso il peso della recente presenza della realtà virtuale, tessuta nelle stanze in internet e sulle piattaforme sociali come facebook ed affini. La tecnologia informatica ha avuto accesso alla nostra identità e l’ha irrimediabilmente modificata: dando potere all’opinione dei molti che la influenzano spesso in negativo e consentendo di allargare le relazioni, relazioni virtuali (diverse da quelle reali),  anche fittizie, deludenti, fallimentari o vere meteore pronte a disorientare una volta consumate, chi in esse si è imbattuto. Guarino  condensa tali pensieri in quattro sculture su specchi, a due facce: su una vi è delineata una sagoma di uomo o di donna, sull’altra dei frammenti disuguali del vetro, su cui si frantumano i corpi di chi si riflette mentre osserva. Lo spettatore riflette se stesso due volte: accanto alla figura disegnata, potremo dire come in posa da “selfie”, come un suo alter ego, attraverso poi la frantumazione sul retro, dove può osservare delle schegge di se stesso e riflettere sulle proprie difficoltà di affermazione di un ruolo e relazionali, con la sussistenza di regole e convenzioni sociali. C’è una dimensione reale “offline” che deve convivere e poi dissociarsi o potremo dire in gergo “disconnettersi”, nel resto delle ore della giornata da quella virtuale, “online”, con altrettante regole, seppur diverse e talora discordanti dalla prima. Ogni scultura dunque, sottolinea le pecche delle relazioni virtuali, come l’isolamento e la costruzione di un altro sé, barricato dietro uno schermo, zona limitante ma altrettanto indulgente, dove moltiplicare le sfaccettature o le alterazioni di un’identità. L’altro artista, M. Rescigno, porta una videoinstallazione, “Run After” (la corsa, dopo). In questo video, è proiettata l’immagine di un uomo che corre, senza una meta precisa, lungo un “cerchio nel cerchio”, associato al dio sole precristiano. Accompagna il video una musica ipnotica composta e suonata dallo stesso artista e sotto l’immagine del corridore, scorrono le immagini di un viaggio nello spazio siderale, per significare che la sua corsa nella ricerca di chissà cosa è inutile, in quanto il significato della sua esistenza, sta nell’appartenenza all’ universo. La corsa dell’uomo è quella di ogni singolo, è il suo moto vitale, si compie in uno spazio tempo simulato e quindi irreale. Rescigno diversamente da Guarino che si sofferma sulla realtà del singolo, si riferisce alla realtà globale, in cui la vita del singolo si fonde con le altre creature dell’universo, espandendosi, rientrando in un “tutto”, cioè nella totalità dell’universo dove trovare il senso profondo dell’esistenza.

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