A cura della dottoressa Silvana Di Martino – Il microbiota intestinale (meglio noto come flora batterica intestinale), è composto da numerose popolazioni microbiche: batteri, miceti, virus e parassiti non patogeni. Svolge molte importanti funzioni per il mantenimento dello stato di salute dell’ospite: di “barriera”, immunologica, metabolica e di condizionamento del comportamento. Da studi recenti è infatti emerso che l’ecosistema intestinale si riflette direttamente sulle funzionalità del sistema nervoso, dell’apparato circolatorio, di quello uro- genitale e del sistema immunitario. La comunità scientifica, quindi, nutre un interesse crescente nei confronti del microbiota intestinale per la modulazione delle patologie extra-intestinali. Un microbiota sano, infatti, ci protegge da diverse patologie (obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie infiammatorie intestinali, diverticoli, cancro del colon-retto, artrite reumatoide e allergie). Un’alterata composizione del microbiota ci può, di contro, esporre al rischio di insorgenza delle già citate patologie. Per tale motivo risulta di estrema importanza monitorare microbiota per indagare su eventuali alterazioni della sua composizione. L’analisi viene effettuata tramite la tecnologia Next Generation Sequencing (NGS), che permette di identificare le comunità microbiche intestinali, evitando la fase di coltivazione dei batteri in laboratorio, per rilevare la presenza di disbiosi intestinale così da scegliere un approccio nutrizionale personalizzato e un probiotico mirato che permettano il ripristino dell’eubiosi intestinale.

 

Fb:Nutrizione&Benessere

Ig:Dott.ssa Silvana Di Martino

 

 

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •