Home Casoria W San Mauro Santo protettore della città e non solo!!

W San Mauro Santo protettore della città e non solo!!

450
0

Per i casoriani doc, ovvero per quelli nati qui a Casoria la festa di San Mauro è una tradizione di famiglia che si tramanda da secoli. Da piccoli tutti i casoriani hanno ascoltato dai propri genitori i racconti sul culto e l’amore per questo grandissimo santo della tradizione dei monaci benedettini. Ed a loro volta, una volta cresciuti hanno trasmesso ai propri figli ed ai propri nipoti l’amore ed il culto per il santo protettore: guaritore di ogni male fisico e dell’animo. In particolare San Mauro è nella tradizione casoriana il santo che scaccia i dolori articolari. Tantissimi i casoriani a cui è stato dato, in suo onore, il nome di Mauro. Ma vediamo da dove deriva questo nome. Mauro e il suo corrispettivo femminile Maura sono nomi di chiara origine etnica con il significato di “abitante della Mauritania”. Il nome Mauro deriva dalla parola latina Maurus precedentemente tratta dall’omonimo termine greco. Il significato del nome Mauro e Maura potrebbe anche essere, secondo altri studi etimologici, “appartenente al popolo dei Mauri” e, per estensione “persona dalla pelle scura”.  Mauro si festeggia il 15 gennaio in onore di San Mauro di Glanfeuil, discepolo di San Benedetto, patrono dei calderai e invocato per prevenire la polmonite e le emorragie. Maura invece si festeggia il 13 febbraio in onore di Santa Maura vergine a Ravenna, patrona delle nutrici e invocata per guarire dall’incontinenza urinaria. Ed ecco un po’ di storia del grandissimo santo casoriano che però è venerato anche in moltissime altre città italiane ed estere. San Mauro (VI secolo) è stato un monaco, abate dell’Ordine benedettino, il principale discepolo di San Benedetto da Norcia assieme a San Placido. Non si hanno notizie precise della sua vita ad eccezione di quanto racconta papa Gregorio Magno in uno dei suoi dialoghi. Si sa che visse come discepolo di san Benedetto da Norcia e presumibilmente, quando questi lasciò Subiaco per Montecassino, gli successe come abate. A lui sono attribuite gesta prodigiose: camminare sulle acque, vedere e scacciare i demoni. L’episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Japoco da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al monastero, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque. Alcune fonti ne attestano anche la presenza in Alatri presso il Protocenobio di san Sebastiano. Secondo un’altra tradizione diffusa nel IX secolo, Mauro fondò a Glanfeuil, in Francia, un monastero dove portò la Regola benedettina; per questo i religiosi della congregazione benedettina francese, sorta nel 1618, presero il nome di Maurini.Viene invocato- come detto- per guarire da ogni sorta di malattie e in tutte le situazioni di difficoltà e di pericolo. Nel calendario liturgico la sua memoria cade il 15 gennaio, ma nelle località di cui è patrono i festeggiamenti in suo onore hanno luogo in date diverse. È venerato come patrono a Monacella frazione di Santa Venerina, Acicastello, Buscate, Gessate, San Paolo d’Argon,Ceresola di Berbenno (BG), Bruntino (BG), Viagrande, Cesena, Canterano, San Mauro Torinese, Mathi, San Mauro Castelverde, San Mauro Forte, Rovarè, Gerenzago e Noventa di Piave, Stella di Monsampolo (AP), Varcavello frazione di Diano Castello (IM). Inoltre è santo protettore di Acquaiolo di Parzanica e San Mauro La Bruca; in quest’ultima località viene festeggiato anche l’ultima domenica di aprile e di agosto. Insieme a San Martino è compatrono di Sarnico (BG).Insieme a Santo Stefano protomartire è patrono di Ripa Teatina (CH), dove viene festeggiato la quarta domenica di maggio con una grande festa. Inoltre è uno dei patroni di San Benedetto Po (provincia di Mantova), insieme allo stesso San Benedetto e a San Simeone d’Armenia. È compatrono di Bomba (CH), dove viene festeggiato l’ultima domenica del mese di maggio e dove esiste il Santuario di San Mauro Abate. È compatrono di Arielli (CH) dove viene festeggiato, con grande partecipazione di popolo, l’ultima domenica del mese di maggio, mentre il sabato precedente viene ripetuta la suggestiva processione del “Perdono” di San Mauro intorno al perimetro esterno del santuario della Madonna delle Grazie che accoglie la statua del Santo. È patrono anche del piccolo paese di Castelmenardo in provincia di Rieti. In tale località, sul monte San Mauro, si trova una chiesetta a lui intitolata, eretta sui resti di un antico insediamento monastico benedettino. La devozione nei confronti del santo, festeggiato il primo di maggio, è anche qui molto sentita. È patrono anche del piccolo paese di Trambileno nei pressi di Rovereto in provincia di Trento. Si festeggia il 15 gennaio. Nella pala dell’altar maggiore della parrocchiale, opera del Casetti, è raffigurata l’immagine del santo che cammina sulle acque. A Casoria oltre al 15 gennaio c’è un’altra data in cui si festeggia San Mauro è quella coincidente con la seconda domenica di luglio. Un’antica tradizione che vuole ricordare l’arrivo delle reliquie portate in città da un cavaliere francese forse nel 1500. Ma San Mauro per Casoria è anche tradizione culinaria. I piatti che si tramandano dalla notte dei tempi sono i manfredi con la ricotta, le polpette fritte ed il torrone che le bancarelle vendono nei giorni precedenti e successivi alla festa.

Articolo precedenteRubrica un libro per pensare: tutto sarà perfetto
Articolo successivoTermosifoni spenti alla Carducci è DAD
Giurista di professione, giornalista per passione. Iscritto all'Albo dei giornalisti della Campania, elenco pubblicisti dal 1982. Pratica con Il Mattino di Napoli. Direttore del settimanale Casoriadue per ben otto anni. Fondatore, insieme all'Editore Carlo De Vita del Giornale di Casoria nel 2010. Appassionato e cultore di storia locale. Ama la lettura."Chi è analfabeta, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria; chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Abele uccise Caino, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è un'immortalità all'indietro". Umberto Eco.