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Ramaglia: “Il Sindaco è disinteressato al bene comune. Il PUC non porterà a niente, è speculazione edilizia”

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Ramaglia al Giornale di Casoria: “Il Sindaco è disinteressato al bene comune. Il PUC non porterà a niente, è speculazione edilizia”

Ascoltato in esclusiva ai microfoni della nostra redazione, il consigliere comunale di opposizione Vincenzo Ramaglia ha risposto ad alcune domande riguardo il futuro della città di Casoria. Ecco le sue parole.

Buongiorno consigliere, come valuta il suo lavoro all’interno del consiglio comunale?

«Il mio ruolo, più che lavoro, all’interno del consiglio comunale è quello di stare a disposizione del cittadino cercando di apportare attraverso le commissioni regolamenti e atti per cercare di migliorare le condizioni ambientali e di sicurezza sul territorio».

Come si è collocato in questi anni rispetto alle decisioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Bene?

«Premetto che non sono stato eletto nelle file dell’opposizione, bensì in maggioranza con una lista nata proprio per favorire mandato del Sindaco Bene, figura in cui credevo molto e che avrei supportato con tenacia e lealtà se solamente non fossero venute a mancare le prerogative di un governo atto al bene comune. La scelta del dissesto finanziario con la conseguente privatizzazione dei tributi sono stati atti che hanno determinato il mio passaggio all’opposizione».

Crede che il nuovo Piano Urbanistico Comunale possa rappresentare un nuovo inizio per la città?

«Dopo una spesa consistente ed esorbitante di circa un milione di Euro viene alla luce a Casoria il PUC (Piano Urbanistico Comunale ndr) atto che dovrebbe decidere il futuro della nostra Città e quali saranno i processi di trasformazione del territorio da arrestare, o viceversa da sostenere e potenziare. Il Piano Urbanistico Comunale è necessario per far si che Casoria acquisti maggior decoro e una migliore vivibilità. Sarebbe stato auspicabile per una città ormai dormiente e senza identità, la creazione di un polo logistico a servizio delle attività produttive, la creazione di un polo universitario con alloggi per gli studenti, una zona PIP (Piano insediamenti produttivi) per dare spazi adeguati a quei piccoli artigiani e ne sono tanti (carrozzieri, falegnami, meccanici, fabbri…). A quanto pare il PUC che si sta portando avanti, sottolineo da me non condiviso, è pura speculazione edilizia che cadrà sulle aree dismesse e che non porterà altro che una maggiore densità abitativa su un territorio che è già martoriato urbanisticamente».

A Casoria si sente la mancanza di impianti e strutture sportive all’altezza, in particolare pesa la chiusura del Pala Casoria, ormai adibito tristemente a location per il mercato cittadino. Reputa che si possa fare qualcosa per restituire alla cittadinanza un palazzetto dello sport funzionante?

«Per quanto riguarda i nostri impianti e le strutture sportive, Casoria vanta uno stadio comunale e un palazzetto dello sport invidiabili, ricordo che per ospitare le Universiadi sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per effettuare lavori di ripristino in tempi brevi e portando le strutture al massimo della funzionalità, ma, spente le luci dell’evento, si sono spente anche le luci che avrebbero dovuto restare accese per la manutenzione ordinaria degli impianti di cui sopra. Si sa che ogni opera che si rispetti va salvaguardata dall’incuria affinché resti funzionante nel tempo, purtroppo anche questo è sotto gli occhi di tutti che così non è stato».

La zona del Cantariello è diventata tristemente famosa per i cumuli di rifiuti sversati nel sottosuolo che hanno reso l’area una delle più inquinate della terra dei fuochi. Qual è stato e quale sarà il suo impegno in Consiglio Comunale per risanare la zona?

«Per quanto riguarda la zona del Cantariello sappiamo che il comune di Casoria è coinvolto solo in parte, dato che la zona è molto più vasta e i rifiuti sono interrati in un’area enorme. La responsabilità è in particolare della Citta Metropolitana che, pur essendo intervenuta diverse volte, non è riuscita a salvaguardare la zona, che andrebbe monitorata attraverso impianti di video sorveglianza. L’area è inoltre troppo vasta e abbraccia la bellezza di tre campi rom immersi nel degrado assoluto, sia umano che ambientale».  

L’approvazione dell’esternalizzazione dei tributi ha spaccato in due il consiglio comunale, creando non poco malumore anche tra i banchi della maggioranza. Lei come si pone riguardo questa questione, qual è il suo pensiero in merito?

«L’esternalizzazione dei tributi è stato l’atto determinante per il mio passaggio all’opposizione. Ricordo che sono state fatte dodici assunzioni e si è pensato bene di non collocare nessuno all’ufficio tributi che soffriva di carenza di personale.  È stato studiato da tempo di svuotare questo ufficio e renderlo poco utile in modo da dare in mano ai privati il servizio tributi. Governare una città come Casoria è difficile e di certo non lo scopriamo oggi, ma questa amministrazione ha scelto da subito le strade più brevi: dissesto finanziario, esternalizzione dei tributi. Avrei preferito che queste opzioni non fossero mai lontanamente prese in considerazione, purtroppo non è andata così».

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.