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La luce vince l’ombra, gli Uffizi a Casal di Principe nella casa del boss

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la-luce-vince-l-ombraNon si poteva scegliere titolo più eloquente per una mostra dove il caratteristico chiaroscuro dell’arte caravaggesca si impossesserà di un luogo che simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre dell’illegalità. Dal 21 Giugno e fino al 21 Ottobre, a Casal di Principe si apriranno al pubblico le porte della villa confiscata al boss Coppola detto Brutus, il cui ingresso principale fu realizzato imitando la maestosità dei templi greci, adoperando posticce colonne reggenti un finto timpano di cemento; in questo caso però quello a cui bisogna riflettere non è il valore artistico dell’edifico, ma il valore simbolico di cui è intriso, esso infatti rappresenta  la sottrazione di un possedimento della camorra da parte dello Stato. La villa è stata ribattezzata “Casa Don Peppe Diana” in onore del sacerdote casalese che si è distinto per il suo amore nei confronti della comunità e per l’impegno civile contro la criminalità organizzata della sua città, come è ormai noto fu brutalmente freddato la mattina del 19 marzo 1994 da un criminale che fece tacere le sue scomode verità. Il progetto a capo della mostra prende il nome di “R_Rinascita”, gestito da Alessandro De Lisi con il sostegno del primo cittadino Renato Natale che, nella mattinata del 19 Giugno, ha dato il benvenuto al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini giunto a Casal Di Principe per palesare pubblicamente il sostegno delle autorità per questa importante iniziativa. I curatori sono Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi, e Fabrizio Vona, Direttore del Polo Museale Regionale della Puglia, che per l’occasione hanno selezionato circa quaranta volontari attraverso un regolare bando pubblico per, come li definisce Roberto Saviano,  diventare guide “civiche” con il compito si raccontare la realtà casalese e presentare le venti opere d’arte provenienti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dalla Museo di Capodimonte e dalla Reggia di Caserta. Le tele hanno legami con la storia dell’arte campana infatti sono presentate opere di Artemisia Gentilesch, di  Luca Giordano, di Mattia Preti e il più moderno Andy Warhol.

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Aspirante illustratrice, laureata in Scienze dell’Architettura alla Federico II di Napoli con la passione per la storia dell’arte. La mia dimora è una scrivania disordinata dove le pagine dei Dylan Dog si macchiano di acquerelli e pittura ad olio. Il mio motto è “non è mai troppo tardi” e il pensiero che Van Gogh si sia dedicato all’arte all’età di 27 anni non può che rincuorarmi.