Home Casoria Casoria, buca pericolosa in via Achille Del Giudice: per ripararla bisognerà per...

Casoria, buca pericolosa in via Achille Del Giudice: per ripararla bisognerà per forza piangere il morto?

1264
0

Ancora degrado a Casoria. Questa volta al centro delle cronache è la centralissima via Achille Del Giudice, dove, da ormai qualche settimana, si è creata un’enorme buca che sta creando più di un disagio alla popolazione. Uno squarcio nell’asfalto che da tempo è presente nella trafficata arteria cittadina, frequentata quotidianamente da centinaia di da automobilisti e motociclisti, con quest’ultima categoria che più di tutte rischia la vita attraversando via Del Giudice. Sono proprio i veicoli a due ruote infatti a correre maggiori pericoli in presenza di buche importanti come quella apertasi in prossimità del Centro Commerciale “Al Centro”, ogni giorno mette a repentaglio l’incolumità dei centauri che la percorrono, alcuni ignari del pericolo insito in quel tratto di strada, sede di più di una fenditura sul disastrato manto stradale. 

La domanda sorge dunque spontanea, e non solo a chi scrive questo articolo ma anche, e soprattutto, a chi ogni giorno percorre via Achille Del Giudice e si vede costretto, nella migliore della ipotesi, a subire scossoni o a rischiare di compromettere la tenuta dell’autoveicolo a causa dell’ormai tristemente famosa incuria a cui l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Bene ha deciso di lasciar morire la città. Bisognerà per forza piangere il morto prima di veder asfaltare un tratto di strada tra i più frequentati e allo stesso tempo dissestati di Casoria? La comunità si augura certamente di no e auspica una risoluzione del problema nel più breve tempo possibile. Sarà esaudito questo sogno?

Articolo precedenteIl Liceo Garibaldi di Napoli ricorda una giovane casoriana
Articolo successivoSpezia-Napoli, si chiude la stagione dei rimpianti
Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.