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Svincolo Casoria, la chiusura della vergogna.

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A quasi un anno dalla chiusura, resta invariata la situazione dello svincolo per Casoria della Circumvallazione Esterna di Napoli. Che ricade nel territorio di Napoli ed è gestito dalla Città Metropolitana.
Chiuso qualche tempo fa a causa dell’enorme mole di rifiuti che rendeva praticamente impossibile il transito delle automobili, il tratto di strada, benché di estrema importanza per l’area nord del capoluogo campano, risulta ormai off limits da diverso tempo.
 Una situazione che però non ha scoraggiato i delinquenti che continuato imperterriti a depositare nei pressi della carreggiata rifiuti di ogni tipo, come dimostrano i divani e i materassi presenti in strada che rendono sempre più difficile e improbabile una riapertura in breve tempo. 

Enorme delusione tra la popolazione, che si è vista privare di un’arteria fondamentale per la città, data l’importanza che riveste la Circumvallazione Esterna di Napoli nel collegare l’hinterland partenopeo al centro città.

 Non sono mancate le dure prese di posizione anche all’interno del panorama politico campano e, in particolare, da parte del consigliere regionale, nonché esponente di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che in un post pubblicato sui social network ha così dichiarato: “Sono mesi che denunciamo questa vergogna chiedendo provvedimenti eppure si continua a non fare nulla. Abbiamo nuovamente sollecitato degli interventi di bonifica anche perché questi rifiuti sono un pericolo sia per gli automobilisti ed i centauri che percorrono la strada che per l‘ambiente. Il male però va curato alla radice: occorre prevedere contromisure preventive in modo da incastrare e punire gli incivili e gli inquinatori che vanno sanzionati e puniti in maniera severissima. L’uscita Casoria va al più presto bonificata e riaperta e li dovranno essere installati sistemi di videosorveglianza per incastrare gli sversatori”. 

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.