Le guardie ambientali di Casoria hanno lanciato un allarme attraverso facebook: chiunque veda trasgressori rilasciare materassi o altro materiale in strada, lo segnali agli enti competenti.

Tutto questo per  evitare che gli “inquinatori”operino sul nostro territorio rilasciando la loro mondezza disseminata ovunque.

Ecco di seguito l’annuncio: “In pochi giorni, ignobili esseri, hanno scaricato sul nostro. territorio una quantità incredibile di materassi di ogni forma e misura su quasi tutte le strade ,questa attività illecita, ha enormemente penalizzato l’ente comunale ad un cospicuo danno economico che grava sulle tasche dei cittadini Casoriani, che oltre al danno, devono subire anche l’impossibilità di portare presso l’isola ecologica le proprie suppellettili in quanto tutti i cassoni all’interno dell’isola sono stracolmi di materassi. SI CONFIDA NELLA CITTADINANZA AFFINCHE’ OGNI SINGOLO CASORIANO CI DIA UNA MANO PER INDIVIDUARE GLI AUTORI DEL DEVASTAMENTO DEL NOSTRO TERRITORIO.ESSI EFFETTUANO GLI SCARICHI NELLE ORE NOTTURNE O DI BUON MATTINO , PERTANTO CHIUNQUE AVESSE LA POSSIBILITA° DI INCROCIARE QUESTI DISONESTI, L’INVITO A NON ESPORSI MA BENSI’ PRELEVARE IL NUMERO DI TARGA, STRADA, ED ORA, E RIFERIRLO ANCHE IN FORMA PRIVATA SU FB OPPURE RECANDOSI PRESSO GLI UFFICI DELLE GUARDIE AMBIENTALI PRESSO L?ISOLA ECOLOGICA DI VIA PIETRO NENNI”.

Ormai è una piaga sociale: la città è quasi invasa dalla spazzatura e in parecchie zone, tra Casoria e Arpino, si intravedono non solo materassi, ma anche porte, divani, vecchie suppellettili eccetera.

Ogni giorno si assiste poi a uno spettacolo da terzo mondo: zingari e vagabondi raccolgono quello che a loro serve frugando tra i rifiuti, manco ci trovassimo in uno Stato totalmente abbandonato a se stesso.

Nell’appello si parla di senso civico, ma, come si evince, da solo non basta per rendere il comune pulito: occorrerebbe un sistema di videosorveglianza, fissa e mobile, tale da ricoprire ogni zona in modo che, dove l’occhio umano non è presente, c’è quello sempre vigile della tecnologia.

Questa, al momento, resta purtroppo per Casoria una bellissima utopia.

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