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Vitigno Italia 2018 a Napoli: riflessioni.

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Sempre dall’incantevole location di Castel dell’Ovo, ha chiuso i battenti la XIV edizione di “VitignoItalia”, dove protagoniste sono risultate 250 aziende vitivinicole forti di 2000 etichette. Con alle spalle una tre giorni, che ha battuto il record di affluenze registrate nella manifestazione dello scorso anno. Ebbene si, con quota 18.000 presenze si è superato del 10% il numero di visitatori della passata edizione. Motivo, senz’altro valido, di soddisfazione per organizzatori e partecipanti all’evento. Il nuovo boom di presenze, arricchito di stranieri e giovani premia, a nostro sommesso avviso, soprattutto gli incontri a tema e le degustazioni guidate che sono state allestite nelle varie sale del maniero, sapientemente distribuite. Occasioni, durante le quali, non possiamo sottacere di aver raccolto non pochi mugugni. Ci si lamentava del breve spazio che è stato assegnato al legame, assai stretto, che esiste tra vino, cultura, storia, tecniche di produzione ed innovazioni. Queste kermesse rappresentano opportunità, spesso irripetibili, per incontri e scambi di esperienze, volti a migliorare ed affinare il panorama enologico nazionale. Mettere a confronto il “sapere” e le tradizioni che da regione a regione o addirittura tra zone diverse di una stessa regione, devono rappresentare un tutt’uno al servizio del nettare tricolore. Il nostro vino, si può tranquillamente affermare, ha ormai raggiunto il primo posto nella scala dei valori mondiali, per qualità ed unicità. Non ci si può cullare, però, sul risultato conseguito. I competitor sono agguerriti ed anche inviperiti (transalpini in primis), per i risultati da noi raggiunti. Anzi il primato deve costituire stimolo atto a consolidare la posizione di vertice. Ed allora ben vengano incontri, confronti, seminari, approfondimenti, che devono partire dalle conoscenze dei suoli, dalla cultura della vite, dal ritorno a certe tradizioni in tema di raccolta del prodotto, di compatibilità ambientale degli edifici ove questo viene lavorato e conservato, da un controllo sempre più esigente della qualità in ogni fase produttiva e fino all’imbottigliamento. In un processo che deve vedere il coinvolgimento di tutti, consumatori compresi. Al centro di tutto ciò, l’amore per la vite ed i suoi frutti, così come c’è stato tramandato attraverso i secoli. Poi va bene tutto! La vetrina, la passerella, la mondanità, le curiosità! Certo non va sottovalutata la promozione in chiave business, come si suol dire. Internazionalizzare il prodotto finito per allargare i canali di vendita e trarne il giusto profitto, ci sta tutta. Allargare al mercato d’Oriente, poi, con particolare attenzione a quello cinese, non è assolutamente disdicevole, tutt’altro! Ma non ne facciamo una priorità! Non perdiamo la nostra identità! I gradini faticosamente saliti, devono porci non su un piedistallo, ma su un osservatorio privilegiato. Lasciamo che le peculiarità dei nostri vini conquistino e non siano conquistate. Impariamo, magari, a meglio conoscere i “palati” altrui e forniamo le giuste risposte. Non commettiamo l’errore di convertirci, sensorialmente parlando, ai desiderata altrui. In tale ottica plaudiamo all’iniziativa (che seguiremo nelle sue fasi dandone spazio e diffusione appena delineata) di special dinner, sotto forma di cene organizzate, durante le quali singoli produttori potranno raccontare le proprie realtà, illustrando le caratteristiche dei vini prodotti e gli abbinamenti con il food. E’ questa la strada da seguire per valorizzare un’eccellenza, indiscutibilmente italiana.

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Laureata in Beni Culturali e specializzata in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. Collabora con “Napoli Caput”, un blog che mira alla valorizzazione della nostra cultura e del nostro presente-passato. Innamorata di Napoli e della sua immensa bellezza, convinta assertrice che attraverso la conoscenza della Storia della nostra città, possa essere possibile la riscoperta del senso di appartenenza che molti hanno perso. Appassionata di Arte e fotografia, da sempre alla ricerca di luoghi poco conosciuti e poco valorizzati. Ama scrivere e si definisce persona contraria ad ogni tipo di pregiudizio e grande sostenitrice delle enormi potenzialità di Napoli.