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Vaccinazioni anti-covid: casoriani penalizzati

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Forti disagi stanno subendo i cittadini casoriani che intendono sottoporsi alle vaccinazioni anti coronavirus. Dopo la chiusura dell’unico centro funzionante in città in via Primo Maggio, nella frazione di Arpino, i vaccinandi vengono smistati nei comuni confinanti con grave disagio per loro, aumentato dal fatto che si tratta in questo periodo di anziani o di appartenenti a categorie cosiddette fragili, quindi con ovvie difficoltà di spostamento.

Una chiusura che l’Asl ha motivato per gli spazi troppo piccoli per sopportate il numero di persone da vaccinare, decisamente superiore rispetto agli anziani over 80 anni, vaccinati fin’ora.
Del disagio si è fatta portavoce tra gli altri la vicepresidente del consiglio comunale cittadino Angela Russo, denunciando tale stato di cose, imputabile secondo lei e alla scarsa capacità del sindaco di individuare le giuste sedi da adibire a tale servizio, invitandolo a provvedere al più presto e invitando anche l’Asl Napoli 2 Nord, quella a cui appartiene la città di Casoria, a far sì che i cittadini di quest’ultima non abbiano a patire ulteriori disagi.
Di fatto appare disdicevole che molti altri comuni abbiano sedi idonee al servizio e Casoria no. Si era prospettato all’inizio di utilizzare il Palazzetto dello sport, ma ufficialmente si sarebbe rinunciato perché lo stesso sarebbe inagibile. Possibile che dopo la disputa delle Universiadi e i lavori che ne hanno consentito la riapertura l’edificio sia di nuovo fuori uso? Edificio che dispone di un ampio spazio esterno. Non si potrebbe utilizzare questo spazio per allestire punti idonei alla vaccinazione?
Perché non approfittare della disponibilità offerta dalla casa di cura dei Padri Camilliani? Sembra infatti che il nosocomio cittadino abbia offerto la propria disponibilità di spazi e di personale sanitario per eseguire le vaccinazioni. Inoltre; quando si potrà consentire anche alle farmacie e ai medici di famiglia di procedere alle vaccinazioni?
Tutte domande alle quali dalle autorità chiamate a decidere non arriva nessuna risposta. Un atteggiamento apparentemente poco responsabile, considerata la gravità della situazione e la fondamentale importanza del fatto che una vaccinazione rapida e numerosa possa notevolmente contribuire a migliorare la situazione sanitaria e con essa quella economica e sociale della città. Alla richiesta della vicepresidente Angela Russo si uniscono tanti cittadini preoccupati da questi ritardi, che chiedono provvedimenti urgenti e fattivi al sindaco ed ai suoi collaboratori.
La città di Casoria è stata inoltre penalizzata dal mancato allestimento da parte della Regione del capannone all’interno dell’Ati-tech che avrebbe rappresentato, secondo il disegno del governatore De Luca, un hub vaccinale per tutta l’area nord di Napoli.
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Studentessa di psicologia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", con la passione per la lettura e la scrittura. Amante dei viaggi con un'insaziabile curiosità di conoscere tutto ciò che vale la pena conoscere. Già redattrice per il sito Fonte ufficiale.