“Non ha senso sottrarre alloggi agli universitari che svolgono gli studi negli atenei campani per sistemare gli atleti delle Universiadi. Vorrebbe dire creare universitari di serie A e di serie B. Il diritto allo studio va garantito in modo stabile ed efficace a chi è più in difficoltà ma che desidera comunque concludere gli studi, in alcun modo può essere utilizzato come merce di scambio per sopperire a lacune organizzative e di coordinamento di attività peraltro programmate da tempo ed oggi di fatto al palo”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Ermanno Russo.
“La protesta delle sigle studentesche è sacrosanta – prosegue Russo -, l’idea di un ristoro per coloro che dovranno lasciare gli alloggi o della sistemazione in bed and breakfast della provincia napoletana rappresenterebbe un disagio enorme per gli universitari, che finirebbero per piombare in un caos organizzativo e logistico di fatto fortemente penalizzante per la loro carriera accademica”.
“Bizzarra anche la concezione che per ristrutturare le residenze si debba mandar via gli studenti – conclude Russo -, la capacità di chi gestisce in Campania il diritto allo studio si misura anche e soprattutto per l’abilità nell’accedere a fonti di finanziamento, ordinarie e straordinarie, sulla base di una progettualità ben definita e non certo per effetto di un’adesione ad un evento occasionale e transitorio con l’aggravante che quest’ultimo finirebbe per creare un vulnus al cuore del sistema sussidiario di accoglienza degli studenti campani”.
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