Un tiepido sole primaverile a scaldare la domenica che precede l’arrivo della primavera: due passi in piacevole compagnia nelle strade principali della nostra città, invase da cartacce e rifiuti della notte appena trascorsa.
Lo spazzamento domenicale non esiste, pertanto fino a domani mattina le strade si presenteranno sporche nella nostra indifferenza, nell’indifferenza dei tanti aspiranti personaggi che si contendono nelle prossime elezioni il ruolo di amministratori della città.
La città ostaggio della paura: ieri sera verso le 19,30 a Via Principe di Piemonte, nei pressi del distributore della Esso, durante un tentativo di rapina, un vigile urbano di pattuglia ha esploso un colpo di pistola in aria per spaventare i malviventi.
La sera prima l’ennesimo furto in un appartamento più o meno alla stessa ora, e gli innumerevoli atti di microcriminalità, ruote delle auto rubate, e addirittura ultimamente le batterie.
C’è chi è costretto a smontarla e rimontarla la mattina per paura che gli venga rubata. Siamo alla frutta, ci siamo ormai resi conto che siamo soli e che nessuno verrà ad aiutarci.
Intanto le grandi manovre di chi verrà a salvarci vanno avanti, gruppetti nemmeno troppo omogenei politicamente parlando, si formano a più riprese fuori i bar o i luoghi di raccolta, segno che non c’è un filo guida un’ideale dietro alla politica.
Tempo di reclutamento, di volti puliti che possano lavare le facce sporche dei più noti. Si devono comporre le liste, perché se per i partiti storici con solide radici nel territorio le liste sono quasi già complete, per quelli dell’ultima ora, le civiche formate per portare voti alle coalizioni e tornaconti personali, l’obiettivo è ancora lontano.
Siamo al rush finale, dopo si cominceranno a girare le scene della campagna elettorale. Come tre anni fa, si prevede una campagna elettorale intensa e senza esclusioni di colpi, ma la differenza rispetto a tre anni fa è che i cittadini sono ancora più lontani da tutto ciò.
I giovani non sanno cosa sono gli ideali politici che un paio di decenni fa avevano appassionato i tanti ragazzi di allora, che partecipavano alla vita politica della città.
Tre anni fa ci furono almeno tre liste che movimentarono gli animi degli onesti, c’era un senso di risveglio e voglia di cambiare, anche se poi alla fine nulla cambiò e nel momento della verità chi votava, ripeté gli errori di sempre. Oggi si parla solo di coalizioni e di capire quale sarà quella più forte, cavalcando l’onda degli eventi nazionali.
Tra un caffè, una chiacchierata e un saluto, si sente sempre più nell’aria la delusione delle brave persone e il disamore per questa città, che da un lato è condivisibile, dall’altro deve essere condannato, perché non bisogna mollare.
Scrivere, diventa ogni volta più difficile, c’è il rischio di essere ripetitivi, ma la realtà è questa niente cambia e niente si muove, ci muoviamo solo noi in modo confuso e senza un percorso preciso, andando sempre più alla deriva. Il baratto è una pratica antica e torna fortemente di moda in tempo di elezioni, quando la crisi di lavoro ed economica si fa forte come ora è ancora più semplice chiedere e promettere in cambio.
Difficile prevedere cosa succederà, come andrà a finire, ormai è sempre più difficile capire chi è dalla parte giusta e chi da quella sbagliata, per dirla con le parole di George Orwell, tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri, ed è ancor più difficile capire chi è l’uomo e chi il maiale.
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