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Tributi, ecco perché il Comune vuole privatizzare

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A fronte di un recente dichiarazione di dissesto finanziario da parte del Comune di Casoria, l’Amministrazione e gli organi competenti hanno ricevuto dall’Organo di revisione, dalla Corte dei Conti ed in ultimo, per elencazione ma non per importanza, dall’Organo straordinario di liquidazione, delle chiare indicazioni attraverso relazioni e prescrizioni in merito all’esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi. L’Amministrazione si trova, nel rispetto della consequenzialità al dissesto, a dover decidere se esternalizzare o meno il servizio di riscossione dei tributi locali.
Al netto della bagarre politica e delle visioni, nettamente divergenti tra i consiglieri comunali, proviamo a fare un passo indietro analizzando in prima battuta le valutazioni in merito alla situazione entrate/uscite dell’ente Comune e riservandoci successivamente di valutarne i potenziali benefici dell’esternalizzazione ed in fine le paventate aggravanti o benefici per i cittadini.
Ricordiamo allora, provando a riassumerle, le cause del dissesto riportate nella relazione dell’organo di revisione
a) bassa percentuale di riscossione delle entrate correnti con conseguente ingente incremento negli anni dell’accantonamento dei fogli di crediti di dubbia esigibilità,
b) esistenza di uno stock di residui attivi la cui bassa capacità di riscossione non consente di assicurare il pagamento di debiti certi liquidi ed esigibili,
c) esistenza di Debiti certi liquidi ed esigibili ingente importo derivanti da debito fuori bilancio e loro crescita nel corso degli anni.
Questo quadro finanziario, si legge nella relazione dei revisori contabili, è poi reso ancor più grave dal fatto che l’ente Comune non ha la possibilità di far fronte al disavanzo attuando riduzioni di spesa inerenti al personale in quanto ad eccezione delle economie derivanti dai pensionamenti non è possibile operare altre riduzioni dal momento che sono in carico al Comune di Casoria una bassissima percentuale di dipendenti e tutti quasi impegnati per i servizi indispensabili, né tantomeno sarà possibile agire sulla leva fiscale in quanto le aliquote e le tasse relative ai principali tributi sono già da anni al loro massimo livello,  risulta non possibile agire sul versamento delle maggiori entrate in quanto l’esternalizzazione dell’attività tributi non è ancora avvenuta.
Acclarata la malattia (dissesto) usando una forte metafora, bisogna poi avere la forza di trovare la cura poiché altrimenti Casoria, il nostro ammalato, afflitta da anni dal male dell’elusione ed evasione fiscale così come certificato dai dati certi riportati nelle varie documentazioni, sarà destinata alla morte.
Tra gli obiettivi del processo di esternalizzazione si possono annoverare il maggior controllo dell’evasione e dell’elusione tributaria con un beneficio per l’equità impositiva sui cittadini, pagare tutti per pagare meno. Maggiore disponibilità delle risorse umane interne attualmente adibite al settore tributi lasciando in capo all’ente le funzioni non delegabili all’esterno, capacità di investimento in strumenti informatici innovativi in modalità di pagamento nonché in impiantistica necessaria all’espletamento dell’attività di incremento della qualità dei servizi offerti ai cittadini contribuenti attraverso gli standard e le performance del concessionario dovrà necessariamente garantire possibilità di rispondere in tempi molto più rapidi grazie ad un’elevata innovazione tecnologica. La valorizzazione delle funzioni di indirizzo programmazione e controllo in capo al Comune e la possibilità di concentrare l’attenzione sulle attività strategiche.
Il servizio tributi è attualmente gestito direttamente dall’Ente, con un numero di contribuenti che supera i 30.000 ed il cui carico di lavoro non è sostenibile per le risorse umane dedite che, per gran parte, non possiedono le competenze professionali e l’esperienza necessarie, né tali competenze sono riscontrabili in dipendenti in servizio presso altri uffici. L’attività di gestione ordinaria dei tributi impegna in maniera pressoché integrale il lavoro del personale comunale preposto. Sostanzialmente comprende una gravosa, quanto necessaria, attività di front-office con i contribuenti e, soltanto nel tempo rimanente, viene svolta l’attività di back-office per l’aggiornamento della banca dati (denunce, variazioni, riduzioni, agevolazioni, sgravi, discarichi, rateizzazione, rimborsi, etc.).
Attualmente l’ufficio tributi registra la presenza di un solo funzionario di cat. D3 e di soli sei dipendenti di cat. C. Tale numero (già esiguo), nei prossimi 3 anni sarà soggetto ad ulteriore diminuzione per effetto dei pensionamenti. Per questa motivazione, così come convenuto anche con le organizzazioni sindacali, nessuna manchevolezza o successiva ricaduta si avrà sul personale che punterà invece ad avere un ruolo centrale in tale processo.
Una materia delicata, quella dei tributi , per la cui esternalizzazione occorrerà la massima attenzione in ogni fase, per garantire l’equità fiscale la lotta all’evasione e la tutela dei cittadini onesti che non si sono mai sottratti a fare il proprio dovere di contribuente, nonché la tutela delle fasce più deboli e gli incapienti evitando vessazioni drastiche.