parlarecellulareLa nomofobia è l’ansia di rimanere sconnessi dalla rete. Si può arrivare addirittura ad attacchi di panico per chi soffre di questo disturbo. Per i soggetti affetti da nomofobia sarebbe impensabile rimanere senza credito o senza batteria.
I vantaggi del cellulare sono evidenti, ci permette di essere in contatto nonostante le distanze, rafforza la nostra sicurezza perché ci consente di contattare qualcuno in stato di bisogno, stimola la socializzazione. Questi vantaggi possono però trasformarsi in una vera e propria psicopatologia, che colpisce individui a rischio dipendenza. I dipendenti sfidano anche il buon senso e non si separano dal cellulare nemmeno in luoghi in cui è proibito o sconsigliato. Altro sintomo è trascorrere la maggior parte del tempo controllando e mail, chat, messaggi.
Il fenomeno sociale colpisce essenzialmente giovani e giovanissimi.
Come tutte le dipendenze si manifesta soprattutto in relazione agli aspetti più fragili delle persone. Per chi  ha, ad esempio, dipendenze affettive, problemi a relazionarsi, il telefonino diventa un ottimo strumento per gestire i bisogni emotivi.
La comunicazione telefonica sostituisce quella reale. Il telefono non è più il mezzo di sostegno per affrontare difficoltà e distanze. Un rischio da non sottovalutare è l’idealizzazione del referente. Facebook, whatsapp e cellulare tendono a mostrare la nostra immagine migliore, poi le comunicazioni on lime innescano meccanismi di proiezione di desideri spesso poco aderenti alla realtà. L’abuso del cellulare ci spinge a vivere rapporti fuori dal reale/normale, poiché alimenta il disconoscimento del corpo, che è e rimane un irrinunciabile mezzo di contatto nelle relazioni.

 

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