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Tesi di laurea su Casoria all’Accademia di Belle Arti di Napoli

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Lo scorso 24 marzo ho presentato all’Accademia di Belle Arti di Napoli la mia tesi finale in Beni Culturali (relatore la prof.ssa Federica De Rosa) dal titolo: “Casoria. Cultura e identità di un territorio”.

Grazie a questo lavoro io per primo ho scoperto luoghi e opere d’arte di cui ignoravo l’esistenza, divenendo per la prima volta “turista nella mia città” e applicando la lezione di imparare a vedere e rivedere con occhi nuovi.

Con riferimento alle origini del nome della città, esso deriverebbe da “Casa d’oro”, attribuito a questo territorio, secondo alcuni studiosi di storia locale, per l’abbondanza di grano che ricopriva le sue fertili campagne nel periodo della mietitura. A questa etimologia si rifà lo stemma cittadino e il distico latino che lo accompagna: “Auro potuit flavesece rura colunus ex auro potui condere et ipse domum”, ossia “Il colono che insegnò alle campagne a biondeggiare come l’oro poté egli stesso dall’oro costruire la sua casa”.

Ora che sono scomparsi i campi di grano, sostituiti da quelle industrie che dovevano portare nuova ricchezza per la città, un’illusione svanita con la loro chiusura, si profila la ricerca di un nuovo futuro per la città, da fondare su nuove basi. Il patrimonio culturale e la creatività contemporanea possono, allora, essere una nuova “terra”, che i suoi cittadini possono far biondeggiare e che possa garantire loro una più duratura prosperità.

Col tempo ho maturato la convinzione che un ruolo fondamentale nella creazione di una nuova identità per la città può e deve essere svolto dall’arte contemporanea, che riesce ad accompagnare con successo i processi trasformativi e rigenerativi di un territorio, perché l’arte è sempre contemporanea.

In questo percorso di indagine e ricognizione delle testimonianze culturali della mia città ho fatto mio l’invito di Montanari a visitare luoghi culturali gratuiti e a chilometro zero, presenti nei miei itinerari quotidiani, perché “una simile scelta equivale ad aprire gli occhi: ad accendere la luce nella casa in cui abitiamo al buio perché mai abbiamo avuto il desiderio di vederla. Ed equivale anche ad essere cittadini, e non clienti; visitatori e non consumatori; educatori di noi sessi e non contenitori da riempire”.

Per un capitolo che si chiude, se ne apre un altro, con nuove pagine da scrivere. Tra pochi giorni, infatti, sarò impegnato nel mio primo corso da docente, realizzato per la Banca d’Italia nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), rivolto agli studenti delle scuole superiori (la prima edizione vedrà coinvolti studenti dell’Istituto Caravaggio di S. Gennaro Vesuviano).

Il titolo del mio progetto pilota è “Economia per immagini, immagini per l’economia” ed è incentrato sugli intrecci tra arte ed economia. Tra i temi toccati: lo straordinario patrimonio artistico della Banca d’Italia e il suo impegno per la cultura, il collezionismo bancario e le figure di importanti banchieri e mecenati, l’arte nella lira e nell’euro.

Colgo, infine, l’occasione per ringraziare i numerosi concittadini che hanno contribuito con i loro racconti ad arricchire me e il mio lavoro di ricerca, perché tutti possono rendere viva e diffondere la memoria collettiva della nostra “Casa d’oro”. 

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alias Il Tuffatore Riemerso - Laureato in Scienze del Turismo alla Federico II e laureando in Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2009 Administrative Assistent in Banca d’Italia. Ha esordito come artista nel 2016 con una mostra personale presso la sede di Napoli della Banca d’Italia e ha poi esposto le sue opere al Contemporary Art Museum di Casoria (CAM) e all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Digital creator: @visitcasoria