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“Io studio in biblioteca”: la nuova campagna lanciata da Agorà

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immagine-2Neil Gaiman scriveva:”Una città non è una città senza una biblioteca. Magari pretende di chiamarsi città lo stesso, ma se non ha una biblioteca sa bene di non poter ingannare nessuno”.
Sant’Antimo possiede una biblioteca comunale, ma ha orari di apertura al pubblico alquanto discutibili.
È aperta tutti i giorni, per cinque volte a settimana, dalle ore 9 alle ore 13, e solo due volte fino alle 17:30. Troppo poco per chi vuole usufruire degli spazi pubblici della biblioteca Mi Libro, che è quindi costretto a recarsi presso le biblioteche dei comuni limitrofi.
Eppure oggi un numero sempre maggiore di studenti decide di andare a studiare in biblioteca. Spesso quest’ultima viene  posta come condizione essenziale e necessaria allo studio, in quanto, stando alle opinioni di vari ragazzi, pare che offra meno distrazioni della scrivania di casa; perché seduti in mezzo ai libri c’è chi sostiene che l’energia cerebrale convogli in uno studio più intenso; per altri si ha modo di confrontarsi con diversi studenti e soprattutto di approfondire argomenti avendo “la conoscenza” a portata di mano, anzi di libro. Insomma sono tante le motivazioni che spingono i ragazzi ad andare a studiare in biblioteca, quindi sembra legittimo da parte loro chiedere che la biblioteca comunale santantimese, Mi Libro, li “ospiti” in orari consoni.
L’associazione Agora ha quindi  lanciato la campagna #iostudoinbiblioteca, con cui si chiede all’amministrazione di allungare i tempi di apertura della biblioteca comunale.
Ogni domenica mattina chiunque voglia aderire alla campagna, e soprattutto chiunque voglia “studiare in biblioteca” può passare ai gazebo di Agora per firmare la petizione.

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Sono di Sant’Antimo cittadina in provincia di Napoli, classe 1984, laureata in Lettere Moderne. Dicono di me che sono una “discreta” curiosa. Già redattore del giornale “Nova Tempora” collaboro per “Il Giornale di Casoria” e “infondonews”.