Home Casoria Storie di mani e volti nella “Città della Pace”.

Storie di mani e volti nella “Città della Pace”.

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La corruzione e la speculazione edilizia che nei decenni passati hanno dilagato nella città di Casoria richiamano alla mente il film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi del 1963, che poteva essere girato anche qui. Ma a Casoria vi sono altre “mani”, reali e monumentali, che denunciano altre piaghe sociali e che si offrono alla vista di coloro che si recano al cimitero consortile di Casoria-Casavatore-Arzano.
“Requiem per la Terra dei Fuochi” è il titolo del bassorilievo monumentale, alto 7,5 m, che campeggia alla destra dell’ingresso della città dei morti. È stato realizzato nel 2013 dall’artista Antonio Manfredi, dal 2005 direttore del Contemporary Art Museum di Casoria (CAM), per commemorare le numerose vittime della catastrofe ecologica che ha avvelenato i territori a nord di Napoli, causando quello che è stato definito un vero e proprio “ecocidio”. Sue sono anche le altre “mani”, questa volta in bronzo, collocate nel cortile interno dell’edificio che ospita la sede del Consorzio. Si tratta dell’opera “Le mie mani per Lampedusa” (2013), alta 4 metri, dedicata alla memoria delle 365 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 nel Canale di Sicilia. L’ultima opera di arte contemporanea presente in situ, sempre del maestro Manfredi, svetta dal 6 luglio 2015 sulla sommità della Chiesa Madre (fondata nel 1837, a pianta quadrata e con due massicce e solenni colonne doriche all’ingresso): è una croce di acciaio traforata, alta 3 metri, con l’immagine del Cristo in negativo. La sagoma del Cristo in croce è posizionata, invece, sull’edificio all’ingresso del cimitero.
Ma chi varca la “Porta della Pace”, come indica l’iscrizione latina sul selciato all’ingresso (“JANUA SUM PACIS”), oltre a queste straordinarie opere di arte contemporanea, può imbattersi in una galleria di volti, cappelle e monumenti funerari ricchi di storie. Ne è esempio emblematico la cappella gentilizia, dal fascino romanticamente decadente, dove sono sepolti Simone De Luca, Daniele e Amalia Frauenfelder, discendenti di una famiglia di origine franco-tedesca. Sulla tomba di Amalia (Napoli, 1866 – Sorrento, 1908) vi è una statua raffigurante una donna distesa su un fianco, che ricorda le figure recumbenti tipiche dei sarcofagi rinvenuti nelle necropoli etrusche. Alcuni visitatori del cimitero hanno la consuetudine di portare fiori o piccoli doni votivi, per la credenza che questa donna abbia il potere di metterli in contatto con Dio o con i cari defunti. Altra cappella è quella dedicata a Santa Maria Cristina Brando, dove riposano le sue “figlie”, che ricorda nella facciata rivestita di tufo a vista la Chiesa delle Suore Sacramentine voluta dalla Santa nel centro di Casoria. Nell’edificio a torre detto “grattacielo vecchio” si trova, invece, la cappella dedicata a San Ludovico da Casoria con l’altare decorato da una lastra di marmo, ivi collocata nel 2014, con l’effigie del Santo casoriano considerato il “San Francesco del XIX secolo” e alla base della lastra vi è proprio ricordata la celebre frase di S. Francesco d’Assisi “Tanto l’uomo sa quanto opera”.
Percorrendo i viali silenziosi del cimitero (costruito a partire dal 1820 e inaugurato nel 1837), si resta impressionati dalla quantità e varietà di forme e stili delle cappelle erette in quasi due secoli, molte delle quali impreziosite da sculture e bassorilievi (ad esempio quelle di Maglione, Capone, Muto-De Vita). Tra i numerosi busti di personaggi illustri spicca il monumento marmoreo posto sulla sinistra oltre l’ingresso, dedicato dalla Città di Casoria a Mauro Mitilini, il carabiniere freddato in servizio nel 1991 nel tentativo di fermare una banda di criminali (nella Villa Comunale vi è il busto in bronzo). Prima di uscire dalla Porta della Pace, il ricordo va anche alle mani e ai volti di medici e infermieri che si sono impegnati nella lotta al covid-19 e a tutte le vittime della pandemia, molte anche nel nostro territorio. A quelle mani e a quei volti andrebbe dedicato un nuovo monumento alla memoria, affinché la “città della pace” non diventi la “città dei dimenticati”.

[Foto RFB. “Aurea – Ri_scatti_casoriani”, 2020-21].

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alias Il Tuffatore Riemerso - Laureato in Scienze del Turismo alla Federico II e laureando in Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2009 Administrative Assistent in Banca d’Italia. Ha esordito come artista nel 2016 con una mostra personale presso la sede di Napoli della Banca d’Italia e ha poi esposto le sue opere al Contemporary Art Museum di Casoria (CAM) e all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Digital creator: @visitcasoria