donald-trump_ap-tlf-kat-835x437ilsole24ore-webAlla fine nella notte più lunga dell’America, è accaduto quello che in molti non si aspettavano, o forse sì, ma non volevano accadesse. Donald Trump, è il 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Ha battuto Hillary Clinton, conquistando il voto dei grandi elettori, e stati importanti come Ohio e Florida, da sempre aghi della bilancia nella corsa alla presidenza. I mercati finanziari, già stanno reagendo in modo nervoso alla notizia, le principali borse in picchiata come reazione ad una notizia inaspettata. Si apre un nuovo scenario di politica internazionale, si aprono scenari che se non mediati nel modo giusto, mettono in apprensione il mondo intero. Non sono bastate le polemiche sulle frasi razziste e omofobe di Trump, l’America ha scelto lui, il risultato è netto, il popolo e i grandi elettori si sono schierati con il magnate, nonostante, il partito repubblicano si fosse allontanato da lui dopo le dichiarazioni e gli scandali. Si è detto durante la campagna, che avrebbe vinto il meno peggio dei due, tutti pensavano alla Clinton, invece come sempre i sondaggi sono stati ribaltati. L’alternanza democratici-repubblicani è stata ancora una volta rispettata. Abbiamo assistito alla vittoria di Trump, alla sconfitta di Hillary Clinton, ma soprattutto a quella di Obama, non poteva esserci uscita di scena peggiore, per il primo presidente di colore degli Stati Uniti. Con curiosità e apprensione ci si appresta a conoscere il futuro di questa grande nazione, che in un modo o nell’altro segna il passo per il resto del mondo. Un’ultima riflessione che vale ormai dall’Europa all’America. Sondaggisti ancora sconfitti nelle loro previsioni e corpi elettorali che votano con la pancia e non con la testa. Vincono la paura e la protesta contro l’ establishment ufficiale, nel caso degli Usa rappresentato dalla famiglia Clinton al potere da oltre 20 anni a questa parte. Finita la campagna elettorale tra le peggiori di tutta la storia americana, si aspettano le prime mosse del neo Presidente Trump che ora dovrà fare i conti con il dovere e l’onere di rappresentare il più importante Paese al mondo con i toni presidenziali che sono ben diversi da quelli della campana elettorale.  

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