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Stallo sull’Italicum dopo il vertice Renzi-Berlusconi. Il premier: “Il Patto del Nazareno scricchiola”.

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Riforma elettorale: Renzi tenta l’intesa con BerlusconiIl patto del Nazareno subisce il suo primo brusco stop. Matteo Renzi è deciso, infatti, a mettere la parola fine al tatticismo che da troppo tempo ruota intorno all’Italicum, il sistema elettorale il cui iter di approvazione è fermo al Senato dal marzo scorso e che proprio Renzi vorrebbe sbloccare quanto prima. Secondo il premier, la riforma elettorale va approvata a tutti i costi entro l’anno. Ciò sarebbe quanto comunicato con convinzione all’ex Cavaliere Silvio Berlusconi, in un faccia a faccia durato due ore e voluto dal premier stesso per accelerare sul tema delle riforme. Tuttavia, pare che la situazione sia rimasta in una fase di stallo, per niente gradita a Renzi. Probabilmente, i dubbi di Berlusconi riguardano in primis la possibilità, una volta approvata la riforma elettorale, che si vada a votare nella prossima primavera, nonostante le rassicurazioni ricevute dal governo in senso contrario. Non vanno, poi, sottovalutate le tensioni all’interno di Forza Italia. Un ulteriore incentivo per Berlusconi a  prendere tempo. L’ex premier si sarebbe mostrato alquanto nervoso e diffidente rispetto ai precedenti incontri. Accompagnato dai fedelissimi Gianni Letta e Denis Verdini, Berlusconi ha ricevuto la proposta da parte di Renzi di un premio di maggioranza alla lista che raggiunga il 40 per cento dei voti, così da assegnare alla lista vincente 350 seggi. Con lo scopo di favorire le coalizioni ed accelerare sulla riforma, il premier avrebbe poi dato la disponibilità ad alzare al 5 per cento la soglia di sbarramento, un’ipotesi temuta non poco dai piccoli partiti, come il Nuovo Centro Destra. Ulteriore punto dell’Italicum su cui trovare un’intesa è la rimodulazione 70-30 del rapporto tra preferenze e liste bloccate, ossia l’ipotesi di eleggere il 70% dei parlamentari con le preferenze ed il 30% con una lista bloccata. C’è, dunque, ancora molto su cui lavorare perché l’Italicum possa vedere la luce. Il Presidente del Consiglio, tuttavia, dopo la riunione con i suoi ministri, ha chiesto alla Presidente della Commssione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, di incardinare il testo in commissione in attesa dell’adesione di Silvio Berlusconi. Un’adesione che potrebbe anche portare ad uno sconvolgimento degli equilibri politici nel partito azzurro. Un punto che, però, non interessa minimamente Renzi: “Se Berlusconi vuole andare avanti con il Patto  va bene,  ma non mi faccio fermare dai miei e figuriamoci se mi faccio rallentare dalle tensioni di Fi”. Il rischio, a questo punto, è che se Berlusconi non dovesse dare un pieno appoggio all’Italicum, Renzi potrebbe pensare di andare comunque avanti con la maggioranza di governo, tagliando fuori completamente FI. Del resto i numeri ci sono. Già per i prossimi giorni, infatti, è stato fissato un vertice di maggioranza per valutare lo stato delle riforme. L’alternativa sarebbe un’apertura del Pd verso i grillini, dopo che l’intesa raggiunta sui nomi per la Corte Costituzionale, ha dato segnale di un possibile dialogo costruttivo. Insomma, la palla è passata nelle mani di Berlusconi, ma i tempi sono davvero strettissimi. Il tema è delicato. Dall’intesa sull’Italicum, infatti, potrebbero dipendere gli scenari futuri del sistema politico italiano.

 

 

 

 

 

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Napoli, classe 1985. Dopo gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Scienze della Politica e del Governo all’Università degli Studi di Perugia, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Gruppi di interesse e lobbying. Come banche e assicurazioni influenzano il policy making in Italia”. Gli studi seguono la sua passione: la politica. Ha interesse per lobbying, public affairs, governance e democrazia partecipativa. Impegnato nel sociale e nell'associazionismo giovanile. Già Presidente dell’Associazione “La Tela Bianca”.