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Splendori imperiali a Posillipo: la villa di Vedio Pollione

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Villa Imperiale PausilyponSulla collina di Posillipo, immersa scenograficamente tra la Baia di Trentaremi e la Gaiola, è posizionata un’antica meraviglia del I secolo a.C. Si tratta della villa imperiale del cavaliere Publio Vedio Pollione. Dopo la battaglia di Azio nel 31 a.C., Pollione, consigliere economico di Augusto, decise di ritirarsi sulla collina di Posillipo(dal greco Pausilypon, lontano dagli affanni)e si fece erigere una complessa cittadella formata da un teatro con 2000 posti, un odeion per gli spettacoli di poesia, retorica e concerti, un ninfeo, un zona termale e residenziale e addirittura un piccolo porto, il tutto organizzato su terrazzamenti. Alla sua morte decise di donare tutto all’imperatore e da allora la struttura divenne residenza imperiale di Augusto e di tutti i suoi successori. La villa infatti godeva di una posizione strategica non solo perché rappresentava un baluardo dal punto dal visto di vista politico ed economico in quanto permetteva di avere collegamenti con tutto il golfo di Napoli, dalla Penisola Sorrentina ai Campi Flegrei e con tutte le isole, ma soprattutto perché era immersa nella natura ed era considerata quindi una villa di otium, come quelle realizzate nella vicina Baia, dove potersi quindi ritirare a vita privata tra la primavera e l’estate. Per accedere al complesso archeologico, bisogna attraversare a piedi i quasi 800 metri della Grotta di Seiano, un traforo tufaceo scavato inizialmente dall’architetto Lucio Cocceio, nel I secolo a.C., per collegare la villa di Pollione alla zona flegrea. Deve il suo nome al successivo architetto, Lucio Elio Seiano, prefetto dell’imperatore Tiberio, che ne ordinò l’ampliamento. Con la fine dell’impero romano d’Occidente, la grotta cadde in disuso e fu riscoperta casualmente nel 1841, durante la realizzazione di una strada, da Ferdinando II di Borbone. Divenne infatti da quel momento meta del celebre Gran Tour, viaggio culturale per gli intellettuali dell’epoca. In seguito, durante la seconda guerra mondiale, divenne rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli e solo negli ultimi anni si è voluto procedere ad opere di restauro per riportare alla luce il passaggio per la maestosa villa, in modo da farla ritornare all’antico splendore. La totale riapertura è avvenuta nel 2009 e sta attirando sempre di più turisti di tutto il mondo ma anche napoletani che si stanno così riappropriando di un pezzo della propria storia.

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Storica dell'arte, addetta all'accoglienza turistica Regione Campania. Ama l'arte in tutte le sue poliedriche sfaccettature, dalla letteratura al cinema, dal teatro alle mostre museali, il tutto condito dalla passione per la cucina meridionale. La citazione che più la rappresenta appartiene ad Oscar Wilde:"Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".