spending-review-cottarelliIl denaro è importante, fa gola a tutti ed altrettanti possediamo un prezzo. Soliti discorsi da bar, uffici, fermate dei bus, negozi, case private. Proviamo allora a riflettere sui motivi di malcontento della famiglia media italiana. Impazienze che si riflettono a grande scala sulle abitudini comuni, sul vivere quotidiano, sulla nostra società, su noi tutti. Mancanza di lavoro, desiderio di una dimora, necessità di un pasto caldo. Deficienze di un immenso sistema che non funziona come dovrebbe. Discorsi di politicanti che lasciano in bocca l’amaro d’una dannata impotenza. Cosa si può fare quindi per rilanciare la nostra economia? Palese l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro. Ma come? Gestire le risorse economiche e non sprecare denaro per l’acquisto di 90 aerei sofisticati JSF F35. Lo stesso potenzialmente fruibile per bisogni comuni e non per inutili velivoli inclini alla difesa nazionale. Insomma, finanziare la difesa a discapito di altri settori (sanità, istruzione, trasporti) non fa altro che peggiorare la già precaria situazione. Contemporaneamente a tali scempi si annoverano stipendi d’oro, pensioni esagerate, privilegi, auto, uffici e dependance lussuose facenti capo alla solita classe baronale. La gestione del welfare, le iniziative volte a garantire il benessere dei cittadini, dovrebbe essere il pane giornaliero ma purtroppo ai tavoli dirigenziali ci si confronta per altro e questi restano argomenti che a stento riempiono le ultime pagine dei giornali. Sezioni perimetrali, notizie di nicchia, denunce di sprechi che al nostro Governo sembrano non interessare. Tagliare soldi alle attività di ricerca e sviluppo, ai servizi di primaria necessità, alla salute non rappresentano le scelte adatte per un ripristino del bilancio. La famosa spending review non può e non deve avere questi presupposti. Per una rinascita economica bisogna i nostri governanti facciano il proprio dovere affinché il popolo non insorga in una mera rivolta.

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