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Sorbillo con la sua pizza sbarca tra i palazzi di New York

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Disegni_20Le tradizioni gastronomiche sono una parte delle radici della storia di tutti noi, irripetibili spesso anche a distanza di pochi chilometri, fatto che ne rappresenta la spesso marcata unicità. Nel territorio partenopeo mille e ancora mille potrebbero essere gli esempi di tali tradizioni, ma una su tutte tende ad essere un fattore distintivo delle nostre tavole, la pizza.
In Napoli la lavorazione artigiana di questo pasto è spesso legata a doppio nodo con quella di famiglie che più di un lavoro hanno trovato in essa una missione, dapprima nei quartieri tra le affolate vie piene del vociare di ragazzini, spostandosi poi come una macchia di profumato olio, in ogni angolo della città.
Quella della pizza a Napoli è spesso legata anche a cognomi, che generazione dopo generazione hanno tenuto fede al gusto della semplicità e dell’eccelleza dei prodotti, oggi uno di quei simpatici scugnizzi che a pieno titolo rappresenta l’eccellenza della categoria è Gino Sorbillo.
La sua è la storia di un ragazzino che nelle ore della notte, dopo aver lavorato nella pizzeria di famiglia, sedeva su cassette vuote delle bibite, e nell’anomalo silenzio del centro storico lui fissava il cielo tagliato a fette dai palazzi e sognava, la luna poteva assumere le sembianze di un disco di pasta in quel momento e lui pensava a quali dovessero essere gli ingredienti ideali per la sua vita.
Non molti anni sono passati e da quei vicoli dei Tribunali, dov’è la storica sede, idee e progetti si sono realizzati, come quello della rivalutazione della pizza fritta con ‘’Zia Esterna’’ in Piazza Trieste e Trento e ‘’Lievito Madre al Mare’’ davanti ad una delle passeggiate più belle che sia possibile immaginare. Luoghi simbolo di una Napoli turistica, ideali per una breve sosta, utile a riflettere sulle meraviglie che fino a quel momento hanno riempito gl’occhi.
Quel sogno di Sorbillo per fortuna non si è fermato di fronte a queste soddisfazioni , esportando quel messaggio anche in terra milanese, vicino al Duomo, dove i suoi bocconi hanno ridotto accenti del nord al gustoso silenzio dell’assaggio.
Ma i sogni, si sa, non sanno cos’è la distanza e nemmeno conoscono il tempo, figuriamoci il concetto di fuso orario e differenti lingue, sono fatti di leggerezza alla stregua di un buon impasto, e nei giorni trascorsi un incredulo e divertito pubblico neyorkese ha assistito in piena Times Square ad un esibizione di Gino che impastava, un gesto che ininterrottamente si ripete da secoli nei nostri vicoli, ma che i sogni di quel ragazzino hanno portato nella Grande Mela, con íl progetto che lo vedrà aprire una pizzeria di sincera tradizione napoletana, nella città che più di ogni altra rappresenta l’integrazione di culture e razze, un amalgama simile all’armonia del sapore della pizza.
Mi chiedo se fosse diversa la luna tra i palazzi di New York, forse no e quello che credo non sia cambiato è la voglia di Sorbillo di dare una forma a quel sogno, dando casa oltreoceano alla nostra tradizione gastronomica, ed entro la fine dell’anno nelle famose nevicate della città, accenti inglesi potranno ordinare ed assaggiare un po’ della nostra storia, essere accolti nella nostra casa e magari dire soddisfatti all’uscita…I ❤ NY….cà pummarol ncopp !

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Appassionato di enogastronomia da tutta una vita dopo il diploma di Sommelier AIS ho iniziato a rincorrere un domino di esperienze che puntualmente si fermano davanti ad un buon calice di vino. Esperienze che si traducono in viaggio e musica e pagine da scrivere, elementi imprescindibili di un'Italia tra goliardia e cultura.