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Solo, febbricitante e lasciato alle intemperie: immigrato soccorso dai residenti in via Ferdinando Russo

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Un uomo di nazionalità africana e in evidente stato di shock, si trova spaventato e spaesato da stanotte in via Ferdinando Russo angolo via Brodolini. I residenti lo hanno notato dalle 3 circa, stanco, in preda al panico, febbricitante e hanno cercato prontamente di prestargli soccorso. L’immigrato, non conoscendo la lingua e non sapendo le reali intenzioni dei suoi interlocutori, inizialmente ha rifiutato qualsiasi approccio; solo stasera, intorno alle 20, grazie all’aiuto e al tramite di un avvocato di nazionalità nigeriana Hilary Sedu, ha accettato un primo dialogo riuscendo a dire chi fosse, era privo di documenti, e quantomeno il suo anno di età.

Il professionista che è riuscito ad avvicinarlo ci ha dichiarato:”Si vede chiaramente che  è una persona che da tanto dorme per strada, ma è l’effetto di tanti di loro che, a seguito della fuoriuscita del termine della misura di accoglienza, sono finite per strada. – prosegue- Questi ragazzi così si ritrovano in giro a girovagare in pessime condizioni atmosferiche, senza una meta. Nel suo caso specifico, lui sta dicendo che vuole tornare al suo paese. E’ visibilmente traumatizzato, non sappiamo nemmeno se abbia subìto un’aggressione, aspettiamo adesso l’arrivo della polizia che è stata allertata circa una ventina di minuti fa, penso che a momenti saranno qui. – conclude- Oggi sono venuti i sanitari del 118 due volte, la terza volta hanno asserito gli stessi sanitari avrebbero asserito che “Tutti dobbiamo morire”, questo è un atteggiamento “becero” e che sicuramente non ti aspetti dai sanitari del 118 Probabilmente andava applicato un trattamento sanitario obbligatorio, anzichè un prelievo ordinario, anche se non sta a me giudicare questa cose. In ogni caso questa persona non sta bene e un’altra nottata per strada, potrebbe anche causargli la morte”.

Fino alle 21 circa, nessun’auto del 113 è intervenuta. Presenti sul posto, residenti e alcuni membri di associazioni umanitarie che si sono attivate per chiamare la guardia medica e cercare di prestare un primo soccorso.

Ancora non si conoscono bene le condizioni di salute dell’immigrato e, senza un adeguato controllo,nessun centro lo accoglierebbe.

Potrebbe avere un’epidemia e senza un accertamento reale delle sue buone condizioni di salute, potrebbe ancora essere abbandonato.

Grande è stata l’umanità dei cittadini che prontamente hanno offerto cibo, acqua e coperte al povero vagabondo.

Seguiremo da vicino la vicenda e gli eventuali sviluppi.

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Giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo questo lavoro e soprattutto raccontare liberamente la realtà dei fatti, senza remore. Tenace e appassionata della mia professione, ritengo l'attività giornalistica, dopo decenni di esperienza, preziosa e entusiasmante che contribuisce a una crescita morale e intellettiva.