Home Politica Sede Comunale ad Arpino ed altri mali, parla Marco Colurcio.

Sede Comunale ad Arpino ed altri mali, parla Marco Colurcio.

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Marco Colurcio

Arpino non se la passa bene. Un momento tutt’altro che semplice per la frazione di Casoria. E’ notizia di pochi giorni fa il dislocamento degli uffici di anagrafe e stato civile da via Benedetto Croce a – nientepopodimeno ché – Piazza Cirillo nel centro urbano di Casoria. La scuola “Carlo Catena” in via Arpino è chiusa per inagibilità, i “lavori in corso” in Via Nazionale delle Puglie sono una costante, i mezzi pubblici inesistenti. Il disagio e le difficoltà per gli arpinesi sono all’ordine del giorno. C’è bisogno di fare chiarezza. Sicchè, cari lettori, abbiamo deciso di rivolgerci al consigliere comunale Marco Colurcio, di “Europa Verde”, il quale ringraziamo per la disponibilità.
Proprio con “Europa Verde”, Marco Colurcio è riuscito a mettere in piedi un’ottima iniziativa, da sottolineare visti i tempi che viviamo.
<< Per dare sostegno alle famiglie che ne hanno più bisogno. E, devo dire – ahi noi – che la pandemia ha aumentato il numero di persone in condizioni di miseria, per le quali è diventato estremamente difficile sostentarsi. Distribuiamo cibo nella chiesa “Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio” e nella chiesa “Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe”. L’intenzione è che accada ogni mese. La mia volontà è di aggiungere a questa raccolta alimentare anche quella dei farmaci. A breve riuscirò nell’intento, giusto il tempo stabilito dal protocollo farmaceutico. C’è già l’avallo con l’associazione “Moscato” e “Medicina solidale” di Casoria.>>
A proposito di Casoria, sono stati spostati lì gli uffici di anagrafe e stato civile siti in via Benedetto Croce fino a pochi giorni fa.
<<E, purtroppo, faranno seguito i servizi di ambiente e patrimonio, come già disposto dal dirigente. Il tutto perché lo stabile non ha superato i controlli per la sicurezza sul lavoro. Partendo dal presupposto che una frazione di quasi venticinquemila abitanti non può e non deve patire un disagio simile, sono deciso nel far spostare – quanto prima, entro fine settimana prossima – gli uffici di anagrafe e stato civile, servizi indubitatamente essenziali, verso la Cittadella. Così come l’ufficio protocollo. Per “ambiente e patrimonio” la questione è differente; non essendo servizi essenziali, la discussione può essere rinviata qualora vengano individuati locali appositi o qualora venga ristrutturato l’edificio. Mi auguro, poi, che – al più presto – ritorni il presidio di polizia municipale.>>
Altro tasto dolente riguarda i nostri bimbi con la chiusura della “Carlo La Catena” in via Arpino.
<<La struttura non ha superato i test riguardanti le norme di antibradisismo. Non avremmo mai potuto permettere che i nostri bambini fossero esposti ad un rischio del genere. E’ stato necessario spostare tutta la platea scolastica in via Giotto nel plesso centrale. Dapprima eravamo riusciti a garantire un servizio di navetta; diminuita l’usufruizione da parte dell’utenza, il servizio è venuto meno. Un anno e mezzo fa, circa, avremmo avuto l’opportunità di “riprendere” l’edificio di cui parliamo, i finanziamenti c’erano, ma non siamo riusciti a seguire la tabella di marcia che ci avrebbe permesso di presentare il progetto, colpevole la gravosa carenza di personale, con uffici dunque oberati dal lavoro. Però, ostinati, e decisi, siamo riusciti, dieci giorni fa, a presentare un progetto al MIUR che lo sta analizzando. Stabiliti i criteri, ci sarà modo di vedere stanziati i finanziamenti al riguardo. Non sposo l’idea di un rifacimento, – a dir la verità – è auspicabile l’abbattimento con annessa ricostruzione. C’è la possibilità, del resto c’è già un piccolo prototipo di quel che è la nostra idea in merito. Le due classi ad impatto zero costruite proprio nel piazzale accanto alla scuola materna. Vogliamo lo stesso modus operandi. Così diamo una scuola nuova, innovativa al nostro territorio. Si tratterebbe – credo – dell’unica scuola totalmente “green” in Campania.>>
E poi, il punto della situazione per quanto concerne l’impianto fognario in quel di Via Nazionale delle Puglie
<<Il progetto in merito è tarantolato dal susseguirsi, quindi dall’impossibilità di continuità di più amministrazioni comunali a cui abbiamo assistito nel corso dei decenni – caratteristica tipica qui a Casoria. Inizialmente questo progetto nasce dagli interventi messi in atto dalla TAV nell’anno 1999, con la formula del finanziamento a compensazione. Non se ne fece nulla. Dieci anni fa, però, c’è stato un ulteriore primo approccio. A contatti ripresi, da allora, la “compensazione” non è andata persa, per fortuna. I vertici TAV, con cui siamo in fase progettuale, dovrebbero a breve consegnarci una prima bozza. Avviate le pratiche, saremo in grado di occuparci di tutto ciò che è previsto per un lavoro di questo genere. Entro fine anno possiamo dire che saranno messi in cantiere i lavori di rifacimento del manto stradale.>>
E per le strade di Arpino, i mezzi pubblici sono assenti…
<<Eravamo riusciti a conseguire un accordo con la ANM che ci aveva garantito una sua linea interna, il “C88”; poi però – come risaputo – l’ANM è stata costretta a tagli aziandali sostanziosi. E che decidesse di “eliminare” una linea non facente parte del comune di sua appartenenza non desta meraviglia. Prima con Leoncino e poi con Paone, siamo riusciti a mettere sù un servizio di navetta pagato dal comune. Ma col comune in dissesto, i finanziamenti sono venuti meno.>>

Ma con “Smart City Area” le cose potrebbero cambiare.
“Sì, infatti. Questo progetto, presentato in concomitanza con altri comuni dell’intera area nord di Napoli, può essere correlato all’idea ispiratrice di alcuni dei progetti pics volti a dare vivibilità alla città con più aree verdi a disposizione e quindi una mobilità ecosostenibile. Qualora dovesse essere finanziato, approfittando del PNRR e di altri fondi che arriverebbero direttamente dallo Stato centrale, ci sarà la possibilità di creare una linea di trasporto che colleghi più comuni dell’area nord, tra cui – appunto – Casoria ed Arpino.>>
A proposito di ecosostenibilità, l’isola ecologica a via Lufrano <<è una realtà. E’ stata affidata, dagli uffici “lavori pubblici”, alla disponibilità di “Casoria ambiente”. Mancano gli ultimi dettagli, come ad esempio il rifacimento della strada all’ingresso. L’idea nostra è quella, un domani, di usufruire anche del terreno adiacente all’isola ecologica per farne anche un autoparco in modo tale da liberare l’attuale autoparco di “Casoria ambiente” sito in via Ventotene.>>

Infine, un augurio più che una semplice riflessione.
<<Spero si riesca a dare continuità amministrativa a questo territorio. In effetti, forse l’unico progetto che è andato in porto, nel corso di questi anni, è quello di Parco Michelangelo. Un’idea concepita dall’amministrazione Carfora. Non vorrei che, qualora dovesse cadere l’amministrazione Bene o comunque alla fine del suo mandato, i progetti ora in ballo venissero accantonati o lasciati nel dimenticatoio dai successori. C’è bisogno di maggiore lungimiranza e di debellare i personalismi.>>

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