Fonte foto: Qds

di Francesco D’Anna – Sembra essere ancora immersi in un sogno, o in un incubo, dipende dai punti di vista. Io ritengo che da un anno ormai a questa parte, l’opportunità di una vita sociale, di interazioni, di rapporti umani tra adolescenti, garantita dalla scuola, sia stata annullata. Un continuo molla e prendi che dura da ben 12 mesi, un anno in cui le certezze egemoni delle società moderne sono crollate, trascinando con sé anche le generazioni più tenere. E ci ritroviamo ora, nuovamente, dopo la fallace convinzione che saremmo potuti tornare ad una pseudo normalità, cominciando a rifrequentare la scuola ‘part time’, alle porte di una nuova chiusura dei plessi scolastici. Un intero mese nel quale la stragrande maggioranza degli studenti ha potuto riapprezzare il valore della scuola, degli amici, dei docenti e perfino dei collaboratori scolastici; e proprio quando credevamo di essere alla fine del tunnel, ci siamo ritrovati al punto di partenza, quasi come in uno di quei videogiochi moderni. I rimorsi sono tanti, nella mia mente ad esempio, che è quella di un semplicissimo studente, rimbomba da mesi un grande interrogativo: ‘Forse si sarebbe potuto fare di più?’. Chissà, probabilmente si, non è accettabile che in un anno di tempo, la politica ed i governi, in particolare del mondo occidentale, non abbiano fatto di tutto per consentire ai ragazzi di ritornare nel loro ambiente di formazione, che è l’istituzione scolastica. Abbiamo visto di tutto in 365 giorni, cambi di governi, di Ministri all’Istruzione, ma il risultato finale non è mai cambiato, niente è stato fatto e gli studenti sono più che mai sfiduciati nei confronti di una politica amara, di una politica che ha visto l’ormai ex Ministro Azzolina riferire pubblicamente: ‘La didattica a distanza non funziona’, gettando a terra i fragili pilatri su cui si fondavano i sacrifici di ragazzi e docenti. Bene, che la d.a.d fosse insufficiente, noi lo sapevamo da tempo, ma mai nessuno ci ha mai creduto e mai nessuno ha cercato soluzioni vere, non banchi con le rotelle. Ciò che realmente emerge è che la scuola sia alla fine della lista delle esigenze del paese in cui vivo, nonostante quelli che oggi sono ragazzi, domani diverranno la classe dirigente di un’Italia gettata nel baratro da incapaci e speculatori.

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