Questa mattina le scuole accolgono i bambini dell’infanzia e gli alunni delle due prime classi della scuola primaria. Poi lunedì prossimo, 18 Gennaio, sarà la volta delle restanti tre classi della primaria. Solo il 25 Gennaio torneranno in classe gli alunni di medie e superiori.

È questo quanto previsto dall’Ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a cui anche il Comune di Casoria si è adeguato.

Tempi più diradati rispetto al resto d’Italia che dovevano servire alle varie componenti coinvolte nella ripresa della didattica in presenza per confrontarsi ed organizzarsi.

Invece eccoci qua ai nastri di partenza per la ripresa scolastica con gli interrogativi di sempre che non fanno dormire sonni tranquilli ai genitori che hanno comunque mandato i loro figli a scuola.

Certo, saranno pure arrivate – in clamoroso ritardo rispetto ai tempi previsti – mascherine e gel disinfettante dal Commissario Arcuri; i banchi monoposto, acquistati in massima parte dalle scuole stesse, sono pur stati posizionati in aule che in qualche occasione sono state allargate. Ma le incertezze restano e sono pesanti.

L’Asl tace, anzi impone ai suoi medici di non parlare con i giornalisti, eppure spetterebbe proprio all’autorità sanitaria rassicurare presidi e genitori sull’applicazione del protocollo in caso di positività Covid riscontrata a scuola. Soprattutto spetta all’Asl comunicare ai capi d’istituto i nominativi di coloro che sono attualmente in quarantena, fiduciaria o perché positivi, che viene da sé non possono mandare i figli a scuola.

Il Comune da parte sua resta a guardare. Mediante la sua Polizia locale possiede i nomi delle famiglie in cui ci sono positivi ma senza un preciso accordo con l’Asl, produttore di tali dati sensibili, non è per niente pensabile che questi siano comunicati alle scuole.

Inoltre l’ente di piazza Cirillo è rimasto in silenzio per non restare spiazzato da eventuali clamorosi provvedimenti da parte del governatore De Luca, padre padrone anche dell’emergenza Covid in Campania. Dalla Regione era stato annunciato anche l’invio di test antigenici per lo screening del personale scolastico in vista della riapertura. Mai visti.

Per genitori e personale scolastico dunque non resta che affidarsi alle misure già sperimentate in occasione della riapertura già avvenuta ad ottobre scorso: percorsi tracciati, spazi aumentati, distanziamento e soprattutto mascherine. Ed alla buona sorte.

“Pur condividendo le preoccupazioni dei genitori – afferma la Dott.ssa Mariagrazia Puzone, Dirigente dell’I.C. “Padre Ludovico da Casoria” – li esorto a mandare con fiducia i loro figli a scuola. La situazione di solitudine in cui siamo stati lasciati ha maggiormente responsabilizzato tutto il personale scolastico e quindi possono fidarsi e affidarsi alla scuola.”

La verità è che la scuola è da troppo tempo il nervo scoperto del sistema Italia, pronto ad essere sacrificato alla minima emergenza; figuriamoci di fronte al Covid che ha travolto il nostro Paese in tutte le sue debolezze.

Eppure ciò che la scuola insegna: cultura, educazione, rispetto, solidarietà sono valori che in questo tempo sarebbero tornati utili per non vedere le scene di gente incurante delle regole capaci di limitare il contagio, specie tra i giovani ancora troppo responsabili di una curva epidemiologica giunta all’alba della terza ondata.

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •