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Scuola e Covid, cambiano le regole. Ridotta la quarantena, obbligo FFP2 per i docenti

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Il Covid ha inesorabilmente cambiato molte delle nostre abitudini, costringerci a vedere con occhi diversi tutto ciò che un tempo potevamo definire normalità. Anche la scuola ha subito un duro contraccolpo dall’avvento della pandemia, vedendo drasticamente ridotto il proprio fondamentale ruolo nell’educazione dei giovani. La didattica a distanza prima e l’arrivo delle mascherine nelle classe ha segnato il presente di studenti e docenti, che a fatica hanno assimilato gli stravolgimenti che hanno interessato il loro mondo. Tante regole che cambiano in fretta e alle quali ormai è difficile stare dietro. Dal 5 febbraio è stata infatti ridotta a cinque giorni la quarantena per chi è entrato in contatto con un positivo, ammorbidendo in questo modo le rigide misure in vigore fino a poco tempo fa. Con cinque o più casi di positività al Covid-19 nella medesima classe, si applica alla stessa sezione una sospensione delle attività scolastica per cinque giorni. La sospensione delle attività scatta se il rilevamento del quinto caso di positività si verifica entro cinque giorni dall’accertamento del caso precedente. Resta inoltre vietato l’accesso a scuola a tutti coloro che presentano una temperatura corporea superiore a 37.5. Ancora in vigore l’obbligo di mascherina oltre a quello di igienizzazione delle mani prima di accedere in classe. A far data dal 15 febbraio 2022 inoltre tutti coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base si contratti esterni sono obbligati all’esibizione del Green Pass rafforzato. Per capire meglio le nuove disposizioni emanate dal Governo Draghi, la redazione del Giornale di Casoria ha intervistato una docente casoriana che ha fatto per noi il punto della situazione. Ecco le sue parole.

Le nuove misure per la scuola sono scattate lunedì scorso, le norme da rispettare sono sempre indossare la mascherina anche chirurgica, le FFP2 sono obbligatorie se si verifica un caso in classe mentre sono obbligatorie per i docenti. Gli studenti devono mantenere sempre il distanziamento e gli ingressi e le uscite dalla scuola sono regolate dallo scaglionamento degli orari e dai diversi portoni in ingresso e in uscita. Si raccomanda sempre di non sostare nei cortili per evitare assembramenti. Le restrizioni attuali sono meno restrittive, soprattutto si evita di fare ripetuti tamponi (la vecchia normativa prevedeva con un solo caso di fare tampone al tempo zero e ripetuto dopo 5 giorni) cosa che stava diventando insostenibile soprattutto per le famiglie meno abbienti. Attualmente sia per la scuola dell’infanzia che per le elementari si va in didattica a distanza con 5 casi positivi, si resta in classe anche con un caso positivo ma con  mascherine FFP2. Per le medie si va in didattica a distanza con 2 casi positivi e molti genitori si chiedono come mai tanta differenza tra la scuola elementare e media. Le nuove norme hanno infatti  ridotto la quarantena obbligatoria a 5 giorni e credo sia un tempo giusto. La DAD presenta alcuni aspetti positivi e altri negativi. In principio ci ha permesso in momento di piena pandemia di non abbandonare gli studenti anche se non potrà mai sostituire le lezioni in presenza. Molti bambini all’inizio hanno avuto grandi difficoltà ma come sappiamo i bambini sono pieni di risorse e si adattano molto facilmente per cui hanno imparato ad accettarla e sono diventati molto pratici nel gestirla. Resta comunque un’alternativa da utilizzare solo in casi strettamente necessari e ci auguriamo di non averne più bisogno.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.