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Sant’Antimo, tra messaggi inquietanti e poca chiarezza si avvicinano le elezioni comunali

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11745421_700606843407332_4341962409101511837_nSant’Antimo: 35.000 abitanti a Nord di Napoli tra discariche fumanti e aree dismesse inquinanti. La cittadina sembra voler svegliarsi dal torpore che l’ha resa il feudo della famiglia Cesaro. Luigi e Armando hanno determinato la loro fortuna politica con il sostegno dei concittadini e rappresentano, ormai da decenni, i volti più noti della città, surclassando anche personaggi storici del calibro di Nicola Romeo, fondatore dell’Alfa Romeo, e del Cardinale Alessandro Verde. Luigi è stato più volte parlamentare della Repubblica nelle fila di Forza Italia e il figlio Armando è stato eletto, da appena qualche mese, al Consiglio Regionale della Campania. Il risveglio, del quale vi accennavo, lo vorrebbero alcune associazioni presenti sul territorio, convinte che è possibile avere una città diversa. Gocce di Fraternità, Logos Cambia Verso, Agorà, Centro Ozanam e i ragazzi del gruppo teatrale Amistad credono nelle potenzialità del loro territorio, lo amano e vorrebbero essere quel soffio di rinnovamento. La storia della politica locale è, purtroppo, legata al condizionamento camorristico. Come molte delle città dell’area a Nord di Napoli, anche il consiglio comunale di Sant’Antimo ha la “macchia” di essere stato sciolto per infiltrazioni della malavita organizzata, era il 28 settembre del 1991. La nota di scioglimento firmata dal Ministro dell’Interno recita:  “Visto che il Consiglio comunale…presenta collegamenti diretti ed indiretti tra parte dei componenti del consesso e la criminalità organizzata…constatato che la chiara contiguità degli amministratori con la criminalità organizzata ha creato una perdurante situazione drammatica nella vita amministrativa e politica dell’ente”. Nel decreto si aggiungeva: “si è in presenza di una struttura pubblica che strumentalizza le proprie iniziative alle finalità dei nuclei delinquenziali operanti nel territorio. I collegamenti di taluni degli amministratori con la malavita organizzata – si estrinsecano attraverso rapporti di parentela e/o cointeressi in attività economiche e patrimoniali”. Il prof. Amato Lamberti, nei suoi quaderni di legalità, scriveva di corruzione, di rapporti tra pubblici amministratori e organizzazioni criminali, e di imprenditori pronti ad affari milionari. Appare del tutto scontato che i clan, nelle diverse tornate elettorali, hanno sempre cercato di inquinare il voto per ottenere l’elezione dei propri fiduciari. Qualche anno fa, un’importante operazione dei carabinieri, guidata dall’ufficiale Nicola Maggio, portò all’arresto di alcuni affiliati a clan locali. Un tentativo che, secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia (la pm Raffaella Capasso, titolare dell’inchiesta, con il coordinamento del sostituto della Procura nazionale, Lucio Di Pietro) non sarebbe riuscito. Sono passati gli anni e molti si augurano che non abbiano a capitare nuovamente questi spiacevoli episodi, le elezioni si avvicinano e diversi sono i nomi che circolano e che sembrano dimostrare una vivacità di proposte. Il Partito Democratico dovrebbe scegliere Aurelio Russo come candidato a sindaco, Peppe Italia sarebbe sostenuto dall’Associazione Agorà e altre liste civiche, il centro destra, invece, con una coalizione formata da diverse civiche sosterrebbe l’attuale vicesindaco Corrado Chiariello, altre liste sarebbero pronte a correre per Castiglione. Per alcuni si tratta di fantascienza, per altri  sono questi i nomi sui quali occorrerà confrontarsi. Intanto il sindaco Francesco Piemonte continua, nonostante le difficoltà, nel suo mandato e intende concluderlo con onore. I mesi critici della sua amministrazione sono stati maggio e giugno con l’approvazione del bilancio, l’esternalizzazione di alcuni servizi, il piano energia, le strisce blu e le gare d’appalto. In un clima “inquinato”, tra bombe in città e minacce velate ad alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione, la sua azione politica continua. I cittadini vogliono trasparenza, onestà, risposte. La guerra di tutti contro tutti non serve a nessuno. Purtroppo alcuni consiglieri comunali, ci hanno informati che stanno ricevendo pressioni ed è sconosciuto questo “burattinaio” che sta muovendo, verso alcuni assessori, la solita macchina del fango. I cittadini chiedono chiarezza, il sindaco potrà rispondere a queste domande con una conferenza stampa, che mi auguro avvenga quanto prima.

 

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direttore responsabile de “Il Giornale di Casoria”, classe ’81, laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, definito dal Corriere del Mezzogiorno il Virus Buono dell’area a Nord di Napoli. Blogger e appassionato di comunicazione politica, i suoi articoli sono apparsi sul Corriere del Mezzogiorno, il Manifesto, NapoliNord, Il Domenicale e altri free press in Campania. Ha un blog molto seguito: www.enzorusso.altervista.org