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Santa Giulia Salzano: L’angelo dei soldati casoriani nella prima guerra mondiale

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tomba di madre giulia salzano(Giusto) La grande guerra del 1915-1918 fu una guerra di popolo. L’Italia combatteva una guerra mondiale per la prima volta dopo l’unità d’Italia. Guerra popolare perché centinaia di migliaia di ragazzi, giovanissimi arruolati in tutta fretta, furono scaraventati in una guerra di trincea contro eserciti meglio addestrati ed equipaggiati. Fu una carneficina! Eppure i soldati italiani con coraggio e lealtà verso la propria bandiera, vinsero la guerra riconquistando al territorio italiano quei pezzi di suolo patrio che ancora appartenevano all’impero austro-ungarico. La nostra Casoria pagò un prezzo enorme in termini di vite umane in quella guerra. Stiamo ricostruendo la memoria e le singole storie dei nostri concittadini morti in guerra. I loro nomi e cognomi sono scolpiti nel monumento posizionato sulla facciata esterna del Comune vecchio. La lapide, come ricordato in altri articoli, è in condizioni disastrose. L’incuria e l’indifferenza delle istituzioni locali, rischia di far cadere l’oblio definitivo sul ricordo del sacrificio di ben 129 figli della nostra città, tra ufficiali, sottoufficiali, graduati di truppa e soldati morti in guerra. Ma prima di continuare a scrivere ed a descrivere le singole storie dei nostri concittadini morti in quella terribile tragedia, vogliamo evidenziare   il ruolo in quella circostanza così nefasta per la nostra città di un’altra grandissima figura della nobile storia della città di Casoria: Santa Giulia Salzano. Madre Giulia ebbe un ruolo importantissimo nella grande tragedia della prima guerra mondiale che colpì la nostra città: che all’epoca era un ridente borgo agricolo fatto di gente semplice e perbene che si concentrava attorno alle due grandi e storiche chiese casoriane: quella di San Mauro e di San Benedetto. Un paese in cui si conoscevano tutti. In quella immane tragedia la madre santa di Casoria, la mitica “Donna Giulietta” diventò l’angelo dei soldati casoriani e delle loro famiglie. Ecco come Suor Agnese Montagna: una delle biografe della santa casoriana, descrive il suo impegno in quel periodo: “Gran parte delle sue fatiche, in questo drammatico periodo storico, furono consacrate al bene dei soldati che partivano per il fronte: Particolare pensiero aveva per i sacerdoti che si trovavano in zone di guerra. Suo primo pensiero per ottenere la fine dell’immane flagello fu la preghiera. Pregava e faceva pregare, poi eccola passare all’azione. Come il buon Samaritano si piegava sul dolore di tanti cuori affranti: erano mamme desolate, figli e spose, che trovavano in Madre Giulia la persona capace di comprendere le proprie pene e di asciugare le loro lacrime. Tanti ragazzi che partivano per il fronte erano stati suoi alunni, pieni di brio festoso, quando si accalcavano nelle aule catechistiche. Prima di partire, essi passavano a salutare la loro cara maestra, che li accoglieva con amore, distribuiva loro scapolari del Sacro Cuore, medaglie e corone, insieme alle più calde ed affettuose parole di cristiano incoraggiamento. Era commovente vedere tante giovani vite stringersi intono ad una figura fragile, consunta dalle fatiche e dalle sofferenze, per attingere forza nel momento in cui si accingevano ad affrontare un incognito avvenire. Le medesime scene si ripetevano quando alcuni di essi ritornavano dal fronte per alcuni giorni di licenza. Appena arrivati correvano da “Donna Giulietta”, per raccontarle i pericoli scampati, il disagio delle trincee, gli attacchi audaci e tanti altri episodi. Poiché Casoria durante la guerra dovette ospitare più volte qualche accampamento militare, allora la Madre Giulia diventava più operosa del solito, mettendo a disposizione dei soldati la casa e la chiesa che lasciava aperta tutti i giorni, affidando ad alcune signore aggregate all’Istituto di provvedere alle loro necessità materiali e spirituali. La solennità dell’Ascensione del 1918 fu giorno di grande gioia per Giulia, per le suore e per tutti i militari. Fu celebrata per essi la Santa Messa. Tutti ufficiali e soldati si accostarono alla mensa Eucaristica, mentre dai loro volti stanchi, riverberava una gioia indicibile. La fine delle ostilità fu salutata dalla Madre Giulia, dalle Suore e da numerosi reduci con un’intima festicciola di ringraziamento. La fine della guerra dava pace e speranza per un migliore avvenire. Tante mamme poterono riabbracciare i loro figli, anche Madre Giulia fu felice per il ritorno dei suoi cari soldati”. E proprio la carità e la speranza verso i soldati, furono considerati sia nel processo ordinario che in quello apostolico anche grazie alle molteplici testimonianze, quale esercizio eroico delle due virtù teologali, ovvero: un ulteriore prova provata della santità della maestra per antonomasia di intere generazioni di casoriani, che amarono ed amano tutt’oggi questa straordinaria figura di “Donna Santa” che la Divina Provvidenza volle far arrivare e vivere nella nostra Casoria. Altre argomentazioni furono poi desunte dalle Memorie di Suor Agnese Montagna. Tantissime le testimonianze di casoriani che, avendola conosciuta ed amata, fecero a gara per andare a testimoniare al processo ordinario di Napoli ed a quello apostolico. Ne riportiamo solo una: quella dell’Ingegnere Domenico Salerno, appartenente ad una delle più antiche e stimate famiglie casoriane, secondo teste al processo ordinario di Napoli. Ecco cosa dichiarò l’Ing. Salierno: “la volontà delle Serva di Dio era sempre congiunta e sottomessa per amore della Divina Volontà. Ella soleva dire in tutte contingenze specialmente avverse delle vita: Dio così ha voluto.”  Nella tradizione orale che si tramanda di generazione in generazione tra le famiglie casoriane, a chi scrive la testimonianza è pervenuta tramite la nonna materna: Mariangela D’Uva, si pone in risalto l’eco dei funerali della Santa Madre Giulia morta il 17 maggio 1929. I funerali si tennero due giorni dopo, la domenica del 19 maggio. Nei due giorni che stette in Chiesa: quella Chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù vi fu una grandissima affluenza di popolo di ogni condizione, di Casoria di paesi vicini e di Napoli, in così grande numero, da costringere le suore a chiudere la Chiesa in orario notturno. Varie persone tagliuzzavano l’abito della Serva di Dio, la toccavano con corone, fazzoletti, medaglie ed altri oggetti di devozione. Molti giurarono che la Madre Santa, quando riconosceva i suoi carissimi alunni di catechismo apriva gli occhi, come se, in un ultimo gesto di amore nei loro confronti avesse voluto salutarli, per l’ultima volta! Come dire: “Vox populi, Vox Dei”. Sta di fatto che Madre Giulia Salzano oggi è una delle sante più amate dal popolo casoriano. Ma non solo. Infatti, oltre che in Italia, la congregazione conta case in Canada, Brasile, Filippine, Perù, India, Indonesia, Colombia: la casa madre e sede generalizia è a Casoria.  Al 31 dicembre 2008, la congregazione contava 202 religiose in 31 case. Possiamo quindi affermare che le sue opere, il suo insegnamento, il suo carisma rimbalzano possenti e chiari ad imperitura memoria della sua straordinaria vita! Concludiamo ricordando il motto della sua vita:FARO’ CATECHISMO FINCHE’ AVRO’ UN FIL DI VITA”.

Fonti: Santa Giulia Salzano – Donna profeta della nuova evangelizzazione di monsignor Nunzi D’ Elia – Edizioni San Paolo