“Ritengo grave l’assenza quest’oggi in Commissione Sburocratizzazione sulle liste d’attesa di manager Asl e direttori generali delle Aziende ospedaliere, così come dei dirigenti della Soresa e della Giunta regionale, perché in ballo c’è un tema molto sentito dalla popolazione, che pregiudica la qualità della vita dei nostri concittadini. Rifiutare il confronto, specie nelle sedi istituzionali, è lo sgarbo più grande che si possa riservare ai campani”. Lo dichiara Maria Grazia Di Scala, presidente della IV Commissione speciale del Consiglio regionale della Campania, a margine dell’audizione convocata stamattina sul monitoraggio delle liste d’attesa.

“Non conosciamo di preciso le ragioni di questa assenza di massa, al momento ingiustificata, ma possiamo immaginarle”, rincara l’esponente di Forza Italia. “La sanità – aggiunge – deve uscire dalle campagne elettorali, non può diventare terreno di scontro politico. A noi interessa far luce sulle disposizioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA) per il triennio 2019-2021 e capire quale sia lo stato dell’arte in Campania. La propaganda la lasciamo ad altri”.

“Leggiamo, peraltro, nella relazione che accompagna il piano per le performance del 2018 di una riduzione del 5 per cento dei tempi d’attesa, utile a far conseguire i premi di risultato ai dirigenti della Regione. Sarebbe davvero ridicolo esultare per un dato di questo genere, vorrebbe dire anticipare di un giorno e mezzo un esame strumentale, una visita, un accertamento per cui si aspetta già da un mese. Non è certo questa la sanità di cui andare fieri”, spiega la presidente Di Scala, che poi rilancia: “Per il giorno 25 luglio ho già fissato una nuova seduta della Commissione sulle procedure dell’invio dei flussi informativi relativi ai LEA (Livelli essenziali di assistenza), che documentano il raggiungimento degli obiettivi dei Direttori generali. Ci auguriamo che almeno per quella data qualcuno si faccia vivo. Voglio ricordare che la mancata applicazione del Piano nazionale sulle liste d’attesa può comportare anche la rimozione dei manager, un aspetto sottaciuto da chi oggi governa la sanità campana. Sarebbe opportuno, dunque, che i direttori venissero a rendicontare del loro operato anche in Consiglio, in modo da fugare ogni dubbio rispetto all’essere inadempienti su un segmento di servizi a cui i campani guardano con straordinario interesse”.

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •