Home Cultura Rubrica Usi, costumi e consuetudini del mondo classico.Lo stupro sugli uomini

Rubrica Usi, costumi e consuetudini del mondo classico.Lo stupro sugli uomini

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Lato della Coppa Warren

Gli uomini oggetto di violenza sessuale perdono la legittimazione all’agire sociale; essi ne sono esclusi. Infatti, divengono titolari dello status d’”infamia”, proprio come coloro che sono dediti alla prostituzione o che preferiscono assumere, intenzionalmente, il ruolo passivo nell’atto sessuale. Stando al giurista Pomponio: l’uomo violentato dai predoni oppure dall’avversario in una contingenza bellica, patisce lo stigma. La paura di stupri di massa, a seguito di una disfatta, pertanto, viene esteso altresì ai maschi, oltre che ai potenziali bersagli di sesso femminile. Il diritto romano fronteggia la violenza carnale di un cittadino di sesso maschile già nel II secolo a.C., laddove viene emessa una sentenza concernente una causa che implica un maschio d’orientamento omosessuale. Quantunque un uomo che lavori nel settore del lenocinio non possa essere ritenuto vittima di violenza sessuale, tra l’altro reputato esiguamente affidabile e controverso, si dispone che sia in totale padronanza dei medesimi diritti degli uomini liberi quanto al non avere il proprio corpo asservito ad una sessualità subita con costrizione. In un manuale sull’arte della retorica del I secolo a.C. lo stupro di un maschio nato libero, ingenuus, è equiparato a quello di una matrona: trattasi, orbene, di un crimine capitale. La Lex Iulia de vi publica et privata, datata 17 a.C., circoscrive lo stupro al sesso forzato contro un ragazzo o una donna; chiarendo, senza equivoci, che lo stupratore sia oggetto d’esecuzione, sanzione dura e rara. Costituisce, oltre a ciò, un crimine capitale per un uomo sequestrare un bambino nato libero per adoperarlo a scopo prevalentemente sessuale. La corruzione del protettore del ragazzo per abusarne ne costituisce un’aggravante: in tal caso la noncuranza degli accompagnatori è perseguita severamente, riversando la responsabilità su coloro che non sono riusciti ad assolvere il compito di guardiano e, giammai, sulla vittima. Nella sua collezione di codici aneddotici che si occupano d’aggressioni alla castità, Valerio Massimo distribuisce in egual misura vittime di sesso maschile e vittime di sesso femminile. Esattamente: vittime

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Docente di Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina presso il Liceo “Filippo Brunelleschi”; curatrice di un blog letterario; promotrice d’iniziative culturali.