Home Cultura RUBRICA “Usi, costumi e consuetudini del mondo classico”. Tutte prostitute!

RUBRICA “Usi, costumi e consuetudini del mondo classico”. Tutte prostitute!

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Statua di Livia Drusilla, da Paestum, ora al Museo Archeologico Nazionale di Madrid.

Il pio e devoto Augusto tra il 18 ed il 19 a.C. commette una leggerezza valutativa, forse, un errore politico: ritiene opportuno far approvare la “Legge Giulia sugli adulteri”, laddove per “adulterio” va intesa qualsivoglia relazione extramatrimoniale intrattenuta da una donna coniugata, concubina, vergine o vedova. Fanno la dovuta eccezione prostitute e ruffiane. La pena da scontare? La deportazione su un’isola vita natural durante; ovviamente, differente da quella in cui viene relegato l’amante! La Legge Giulia si rivela un vero fiasco, sbeffeggiata apertamente nelle sue irreprensibili ed incensurabili intenzioni. Le matrone romane, come da narrazione di Svetonio, Tacito e Papiniano, manifestano palesemente ed inequivocabilmente il loro disappunto: escono dalle loro dimore e si recano a registrarsi negli elenchi di prostitute e ruffiane. Un’efficace azione dimostrativa ed un serio grattacapo per il potere costituito. Talvolta, provocare con stile è divertente; canzonare il moralismo è spassoso; compiere atti di disobbedienza civile con ironia è dilettevole; ridicolizzare con sprezzante verve umoristica è piacevolissimo.

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Docente di Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina presso il Liceo “Filippo Brunelleschi”; curatrice di un blog letterario; promotrice d’iniziative culturali.