Latrine pubbliche romane

Approssimativamente duemila anni or sono, una sala dal soffitto elevato nella parte inferiore di uno dei palazzi più opulenti di Roma, collocato sul Palatino, è stata un pestilenziale spazio ingombro: in una camera umidiccia, una panchina, perforata da circa cinquanta buchi dalle dimensioni di piatti piani, scorreva lungo le pareti. Verosimilmente, sorreggeva il deretano di taluni esponenti dei ceti più umili della società romana, trattandosi di un gabinetto comune. Graffiti, all’esterno dell’ingresso, insinuano estese file, per cui le persone godevano di tempo a sufficienza per scrivere oppure rifilarsi comunicazioni prima di accomodarsi in panchina! La collocazione sotterranea, in combinazione con l’accostamento dei pigmenti porpora e nero sulle pareti, implica la presenza di una classe inferiore di fruitori, probabilmente schiavi. Le camere erano rivestite di pietra e sedili in legno erano messi sopra una fogna. I fori igienici erano rotondi sulla parte superiore del banco ed una fessura stretta si estendeva in avanti e verso il basso, oltre il bordo a forma di buco della serratura. Tali fenditure consentivano agli utenti di introdurre un bastone-spugna per la pulizia. Grondaie, soventemente, correvano, parallele ai sedili, lungo il suolo. Forse, le persone lavavano le spugne in acqua corrente attraverso questi canali di scolo. Non ci sono segni di barriere tra i sedili WC! Chissà se le lunghe vesti e le finestre limitate garantivano un po’ di riservatezza! I servizi privati erano differenti. Per comodità erano posti nella zona delle cucine, in quanto venivano usati anche per lo smaltimento di avanzi di cibo e venivano svuotati con secchi d’acqua. In effetti, le fogne non avrebbero aderito ad alcuno dei principi attuali di ingegneria per i servizi igienico-sanitari, tra cui l’aerazione regolare nonchè funzioni per controllare il deposito dei rifiuti solidi, per ridurre il fetore e per migliorare il flusso dello smaltimento. Gli abitanti di Roma si azzardavano ad accedere ai gabinetti con forte apprensione, a causa dei topi, delle mosche e dei parassiti che si annidavano nelle fogne. Le latrine costituiscono una miniera d’oro sulle abitudini alimentari: tra le persone di tutte le classi sociali erano preferiti fichi, uova, olive, uva e frutti di mare; inoltre, gli alimenti venivano conditi con aneto, menta, coriandolo e senape!

 

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