Busto di Gaio Giulio Cesare conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

“Effeminato!”. Ebbene, questa era tra le incriminazioni predilette scagliate sugli antagonisti nel corso d’un attacco politico. Tale accusa investiva, specialmente, coloro che tutelavano gli interessi dei populares, incessantemente in contrasto con gli optimates, l’élite conservatrice nobiliare. Negli ultimi anni della Repubblica numerose personalità tra i populares furono tacciate d’esser ineluttabilmente femminee: Gaio Giulio Cesare, Marco Antonio, Publio Clodio Pulcro, Lucio Sergio Catilina. Essi venivano scherniti, dileggiati e derisi in quanto smoderatamente curati, ottimamente abbigliati e tanto profumati da lasciare la scia. Beh, in realtà, anche perché circolavano pettegolezzi incalzanti su antecedenti sessuali con altri uomini verso cui avrebbero assunto la parte assai screditata della femminuccia remissiva ed obbediente. Probabilmente, l’aneddoto più noto di crossdressing a Roma si svolse nel 62 a.C., allorchè proprio Clodio Pulcro infranse i culti annuali della Bona Dea, riservati esclusivamente alle sole donne. I riti si celebravano nella casa di Cesare, all’epoca dei fatti pressoché al termine del suo incarico di pretore e proprio mentre si predisponeva ad accettare la nomina di pontefice massimo. Clodio si mascherò a guisa di flautista per riuscire ad intrufolarsi, fidandoci della parola di Cicerone che lo indica come empio: “Togli il suo vestito color zafferano, la sua tiara, le sue scarpette dai lacci viola, il suo reggiseno e il suo salterio, togli il suo comportamento sfacciato e il suo crimine sessuale, ed ecco che allora Clodio si rivela improvvisamente come un democratico.” Scherzo giovanile? L’essenza femminile di tali riti notturni ha attirato una notevole mole di speculazioni stuzzicanti negli uomini, sempre impegnati a fantasticare: orge lesbiche adempiute tra i fumi dell’alcool. Certo, per taluni parecchio dilettevoli da esplorare…Clodio si congettura che avesse nutrito lo scopo di adescare la consorte di Cesare, tuttavia la voce virile lo avrebbe smascherato precedentemente alla concreta possibilità. Lo scalpore dello scandalo indusse Cesare ad ambire ad un divorzio veloce, così da mitigare e sorvegliare i danni alla propria reputazione, dando origine alla nota massima “La moglie di Cesare deve essere sopra di ogni sospetto” L’ambiguità sessuale è, indi, un contrassegno specifico dei sacerdoti della dea Cibele il cui abito liturgico accludeva capi femminili. Essi, talvolta, sono reputati esponenti d’un sacerdozio transgender, giacchè veniva domandato loro di sottoporsi ad autoevirazione ad emulazione di Attis. Catullo nel Carme 63 del suo Liber ce ne racconta, per i curiosi…

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