Home Cultura Rubrica Usi, costumi e consuetudini del mondo classico. Lettori e biblioteche

Rubrica Usi, costumi e consuetudini del mondo classico. Lettori e biblioteche

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I Romani apprezzavano e gradivano le gioie dello spirito, come leggere, oltre che, evidentemente, del corpo, trascorrendo ore ed ore tra terme e palestre. Possedere una biblioteca costituiva un ambito e desiderato lusso per pochissimi, segno di agio economico e benessere spirituale; tra l’altro, utile e funzionale ad elevare lo status sociale. Dedicarsi alla lettura veniva reputato stimolante, qualificante, interessante. Nelle città si poteva contare anche sulle biblioteche pubbliche. A Roma, ad esempio, ne erano presenti addirittura ventotto: ciascuna biblioteca prestava o metteva a disposizione dei frequentatori dai dieci ai trentamila volumi. La taberna libraria romana più celebre era quella dei Sosii, i librai più famosi di Roma. Essa era ubicata nel Foro, nei paraggi del tempio di Castore e Polluce. Nelle librerie, non solo i lettori si scambiavano informazioni, pareri, idee, opinioni, commentando, criticando, considerando, valutando, ma anche gli autori avevano l’opportunità di leggere le proprie opere ad un pubblico esigentissimo. Probabilmente, Marziale ne aveva fatto le spese, se, rivolgendosi ad un suo libro, scriveva:”Tu non sai quanto Signora Roma sia sdegnosa. Il popolo di Marte la sa troppo lunga, credimi. Nessun altro è capace di sbeffeggiarti così…Ti gridano a gran voce ‘bravo’, tu gli mandi baci, e nello stesso momento ti sparano addosso una cannonata.”