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Rubrica “Usi, costumi e consuetudini del mondo classico”. Godono di più gli uomini o le donne?

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Rapporto sessuale con donna sopra, calco in gesso di un medaglione in terracotta del I secolo. L’iscrizione reca: “Guarda come mi stai aprendo bene”.

A Roma il piacere non è concepito come appagamento unilaterale del desiderio, soddisfazione parziale di una voglia: dev’essere reciproco o tale non è. Ciò, ça va sans dire, vale sia per i rapporti eterosessuali che omosessuali. Ovidio interviene nella scottante, annosa, sempre viva querelle, così esprimendosi:

Il piacere che è dato per dovere, a me non è gradito.
Che nessuna ragazza voglia fare per me questo dovere.

Attenzione, quest’asserzione tanto netta e definitiva sottende le ragioni della preferenza accordata alle donne: essa non è connessa alla ricusazione o al biasimo del sesso con i ragazzi, tra l’altro graditissimo, bensì all’intimo convincimento che le femmine godano più intensamente dei maschi, che sentano maggior piacere. Ovidio fornisce le prove nelle Metamorfosi: il tebano Tiresia passeggia su un monte, allorché scorge due serpenti accoppiarsi. Erroneamente, colpisce con il suo bastone il serpente femmina e, per castigo, viene tramutato in donna per ben sette anni.

Che esperienza!

Una competenza acquisita sul campo che gli vale l’onere d’esser convocato a dirimere uno dei tanti bisticci tra Zeus ed Era.

Casus belli: durante l’atto sessuale prova maggior piacere l’uomo o la donna?

Tiresia sentenzia: “Prendi il piacere che l’accoppiamento provoca, dividilo in dieci parti. L’uomo ne prova una parte, la donna nove.

Era ammattisce, bercia, sbraita e lo rende cieco: Tiresia aveva rivelato un segreto settario! Zeus, invece, apprezza oltremodo e lo ricompensa adeguatamente, donandogli l’arte della divinazione.

Orbene, dato per assodato che le donne provino maggior piacere degli uomini e che il piacere si amplifichi se mutuo e reciproco, meglio amare le donne e decisamente meglio soddisfare i loro desideri.

Ecco, un avviso da Ovidio ai maschi d’ogni tempo:

Quando hai trovato i punti dove la donna gode ad essere toccata,
non sia il pudore ad impedirti di toccarli.
…verranno allora i lamenti, verranno i mugolli di gioia,
i dolci gemiti e le parole adatte agli scherzi d’amore.
Tu, non lasciare indietro la tua donna spiegando più ampie le vele,
né ti preceda lei nella tua corsa
dovete insieme correre alla meta. Solo allora il piacere è completo
quando l’uomo e la donna s’abbandonano vinti nello stesso istante.

Le istruzioni sono chiare e dettagliate!

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Docente di Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina presso il Liceo “Filippo Brunelleschi”; curatrice di un blog letterario; promotrice d’iniziative culturali.