Mosaico (III-IV sec a.C.), scena erotica,Villa del Casale, Piazza Armerina, Sicilia, Italia

La conquista della persona amata è impresa oltremodo ardua; la via è costellata di insidie; la strada è disseminata di trappole. È complesso conservarsi in equilibrio fra l’occultare il proprio coinvolgimento, con il concreto pericolo che l’oggetto dei desideri espatri verso altri appetibili lidi ed il dichiararsi in modo esageratamente sfrontato, il che potrebbe seccare piuttosto che allettare. Come ispirare attrattiva? È un serissimo grattacapo che, indubitabilmente, ha accomunato gli uomini d’ogni tempo, se Ovidio, già nel I secolo d.C., ha nutrito il bisogno di consigliare una soluzione.

La spiritosa risposta del poeta all’annosa controversia è un libro: Ars amatoria.

Ecco, il Decalogo!

Regola n. 1 Afferrare la donna giusta. Come il cacciatore così chi ambisce ad amare non può certo esigere che la cacciagione gli si schianti dinnanzi agli occhi; deve impegnarsi con certosina  pazienza. Il soggetto giusto va cercato nei posti popolati dalle femmine: feste e teatri. L’ispirazione non è da ignorare: l’oggetto del desiderio va selezionato con estrema attenzione.

Regola n. 2 Cercare d’entrare in contatto. È essenziale cercare un aggancio fisico con la persona amata, ovviamente con garbo. È adeguato sederle accanto (il teatro è il luogo ideale, secondo Ovidio), recuperarle il foulard caduto, sventolarla con il ventaglio, se manifesta di avvertire caldo. Può andar bene pure intavolare una chiacchierata con una scusa comune. A quel punto l’uomo di cultura potrà stregarla, soddisfacendo qualsivoglia sua curiosità.

Regola n. 3 Il vino agevola. Un’accennata ubriachezza può servire a rompere il ghiaccio senza eccedere! Occorre scongiurare a qualsiasi costo l’ebbrezza totale per non compromettere, irrimediabilmente, l’esito dell’amoreggiamento. L’eccessiva euforia, per di più, associata con la semioscurità serale, può far riuscire desiderabile addirittura una donna brutta e nessuno desidererebbe una rivelazione sgradita il giorno successivo! In definitiva, se non si sostiene l’alcool, per abbandonarsi a qualche libertà in più, è preferibile bluffare.

Regola n.4 Stringere un’amicizia con la migliore amica della donna amata.  Il favoreggiamento di un’ancella può rivelarsi prezioso per ritrovarsi, clandestinamente, con la donna amata, inviarle missive, sorvegliare i suoi spostamenti. Ovidio, nondimeno, caldeggia circospezione: una donna che si sente rifiutata per un’altra può divenire oltremodo fatale!

Regola n. 5 Promettere mari e monti. Le promesse rivolte all’amata, secondo Ovidio, non debbono, necessariamente, essere mantenute! A queste vanno accompagnati i doni, purché non in misura esorbitante, così che la donna non possa svignarsela una volta ottenuto ciò che desidera.

Regola n. 6 Prendersi cura della propria igiene personale. Nulla, per una donna, è peggiore di un uomo che non si curi. È idonea una composta eleganza: abiti lavati e profumati, barba e capelli tagliati. Una speciale attenzione va prestata all’alito!

Regola n. 7 Comunicare passione. Colmare la donna di elogi ed attenzioni è un’ottima tattica. Il seduttore perfetto deve far sentire la donna adorata e, per pervenire a questo fine, non deve lesinare, giungendo, laddove necessario, anche a versare calde lacrime. Le lettere d’amore costituiscono un dovere, a condizione che non siano sofisticate o sembreranno fraudolente.

Regola n. 8 Giammai costringere la donna. Oggidì, ciò sarebbe un reato. E’ encomiabile l’ammonimento di Ovidio: tutto ciò che un uomo desidera può essere ottenuto con le lodi, gli encomi, i baci rubati con tenerezza.

Regola n. 9 Capire quando issare bandiera bianca. “Hai mai visto qualche donna corteggiare Giove?” domanda il poeta. È conveniente intraprendere un’amicizia con la donna; solamente in seguito accostarvisi. Se, tuttavia, l’amata non intende capitolare, è sterile perseverare fino all’esaurimento.

Regola n. 10 Mai glorificare la donna amata con l’amico. Aprirsi con gli amici va bene, sempre senza calcare la mano o qualcuno, stuzzicato dalla gradevolezza e dalle doti dell’amata, potrebbe pensare di proporsi.

Seduttori non si nasce, si diventa!

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