Che scostumati, licenziosi e sfrenati gli abitanti dell’antica Pompei! Beh, almeno rispettando il nostro standard di comune senso civico e decoro ambientale: manifesti elettorali, poesie, parolacce et alia vi tappezzano le mura. Genericamente, le tecniche adibite ad eseguire le scritte sono due: ad affresco ed a graffito. Gli autori si muovono in gruppi di almeno tre persone, una contemporanea, vivacissima e scalpitante crew: chi sostiene la scala, chi regge una luce e chi disegna o scrive. Sottostante uno dei tituli picti è stata rinvenuta una scritta parecchio scherzosa, posta dal modesto quanto dimesso ”artista”: “Ho fatto tutto da solo!”. Si pubblicizzano altresì giochi gladiatori e recital teatrali. Uno dei manifesti pubblicitari maggiormente preservato e più illustre è quello collocato dappresso la bottega delle cuccume di Ercolano: “Ad cucumas” con la presentazione di quattro contenitori. E’ lampante che la bottega venda vino; tra l’altro, sotto ogni recipiente è riportato il prezzo del vino venduto sulla scorta della quantità contenuta. Una delle tipologie meglio esemplificate è quella dei manifesti elettorali: emblema di campagne di voto sapientemente coordinate ed abilmente organizzate. Non era il candidato alla carica ambita a comporre gli slogan bensì i suoi sostenitori: OVF sta per “Oro vos faciatis”. Tra i graffiti più rinomati e stuzzicanti ci sono indubitabilmente quelli del lupanare con i precisi ed inequivocabili feedback dei clienti: evidentemente, sentono di ricoprire un ruolo di pubblica utilità! In realtà, anche le prostitute, talvolta, acciuffano uno stilo tra le mani e si presentano ai possibili avventori. Una dimostrazione è offerta dal graffito nei paraggi del Vicolo degli scheletri che elegantemente ed accuratamente informa “Libanis felat A II”. Insomma, è indicata la specialità, il prezzo e, soprattutto, di quale ragazza occorra domandare. Comprensibilmente, con una tale quantità di mura imbrattate c’è chi davvero non ne può più e ravvede la stringente necessità di esternare la propria esacerbazione. Uno degli esasperati è la persona che ha elaborato questa frase: “Mi meraviglio, o parete, che tu non sia crollata in macerie, tu che dovresti sopportare i fastidi di tanti scrittori!” Scrittori?

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