Venere Callipigia, II sec. d. C. Museo Archeologico di Napoli

A cura della Prof./ssa Giusy Capone – Nell’antichità classica la cellulite non ha affatto costituito un cruccio femminile. Le statue greche, senz’ombra di dubbio, affermano con inequivocabile impatto visivo la propensione per una fisicità appariscente, prorompente, prosperosa e procace. Scendiamo nei dettagli! Scrutiamo la puge, una delle zone più colpite dalla cellulite! Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è custodita una celeberrima Venere callipigia; rinvenuta a Roma, risalente all’epoca adrianea, inserita nella Collezione Farnese e trasferita a Napoli tra il XVIII ed il XIX sec. La Venere “dalle belle natiche”, sì, era affetta da evidente cellulite ma attesta che il prototipo della bellezza era aderente ad un canone formoso e sensuale. Splendida è pure la Venere Anadiomene, tratteggiata dalle parole di Guy de Maupassant in tal maniera: “Non è la donna cantata dai poeti, la donna idealizzata, la donna divina e maestosa, come la Venere di Milo…è la donna così com’è, come la si ama, come la si desidera. Come la si vuole stringere”.

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