Base della statua di Cornelia (ora al Tabularium)

A Roma le madri si occupavano personalmente dell’educazione dei figli? Il ruolo materno era rilevante, valorizzato, esaltato? Esse non erano meramente riproduttrici e la loro funzione non si esplicava in quello di nutrice nonché punto di riferimento affettivo. Generalmente, la madre romana stringeva il rapporto con i figli, in special modo, maschi, dall’adolescenza. Ella era una consigliera morale, un mentore, una custode di valori civili. Ciò costituiva uno sprone per l’affermazione della parte migliore di sé. Ne consegue che le madri contribuivano in misura notevole e ragguardevole all’educazione dei figli. Il padre veicolava il mestiere di cittadino; la madre ne forgiava il carattere ed offriva probi modelli di riferimento. Tra le classi elevate le madri erano considerevolmente autorevoli, considerando che, essendo economicamente indipendenti, potessero supportare e sostenere finanziariamente la prole nella carriera politica, guadagnandone prestigio e fierezza, ammirazione privata e pubblica, rispetto. Cornelia, madre dei Gracchi, docet! Naturalmente, tale funzione presupponeva libertà di movimento, accessibilità alla cultura ed interventi nella vita sociale. Qual era il ricavato della ligia osservazione delle regole e dell’aver fregiato Roma con virtù morali e con senso civico? Il Senato, per ricompensare Cornelia d’esser riuscita a convincere Coriolano, che nel 491 a. C. marciava contro Roma a capo dei Volsci, a desistere dal proposito, statuì che gli uomini cedessero il passo alle donne per strada, volendo esplicitare che le stole delle donne “erano state più utili alla Repubblica delle armi”.

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