Sembra che si collezionino partner in misura inferiore rispetto al passato e che si posseggano innumerevoli inibizioni. Sembra che si sia fedifraghi, allettati dal vietato, amanti della pornografia. Sexting, dating-app, sex toys, BDSM, sono argomenti oramai sdoganati. Sembra che non si scelga il maschio o la femmina bensì la persona, senza porre distinguo sessuali, ideologici, religiosi, economici. Sembra che sia tutto racchiuso nella formula: “vedo-scelgo-clicco-incontro” Non è più tempo oramai per i sussulti al cuore in attesa di una telefonata! Non è più tempo d’essere in ansia per il primo appuntamento o per la “prima volta”! Tempi lontani, sorpassati, vetusti! Nell’era di Internet ai piaceri reali sotto le lenzuola, si prediligono quelli meramente virtuali, fatti di tute, televibratori, genitali computerizzati e video interattivi. L’aspetto più allarmante del fenomeno “relazioni virtuali” è però l’elevato indice di disagio psicologico che ne deriva e, specialmente, l’assoluta dipendenza ed inidoneità, successivamente, ad avere un rapporto sessuale reale e soddisfacente. Indi, più intensa è l’attività sessuale online, più intenso è il livello di depressione ed ansia susseguenti: ahi, ahi, ahi! La seduzione via Internet possiede un nome: gatsbying, una tecnica rigorosamente a distanza, poiché non implica colloquio, condivisione di punti di vista né alcun ammiccamento immediato o contatto fisico con la preda. Si tratta di creare l’atmosfera appropriata, alla maniera de “Il grande Gatsby”, di F. Scott Fitzgerald, organizzatore di sfarzose e selvagge feste a base di alcool ed esibizione del lusso con l’unico scopo di fare colpo su una bella donna. I comuni mortali non posseggono ville faraoniche come Gatsby ma una tastiera da leoni sì! A battezzare in tal modo quest’accurata strategia è stata Matilda Dods, modella australiana e blogger. Nella pratica? E’ sufficiente “postare” sui social network adoperati scatti studiati nei minimi particolari: sguardi provocanti, aspetto irreprensibile, abiti maliziosi. Insomma, tutto il kit per incuriosire, stuzzicare, intrigare. Al bando tuttavia i commenti ed i like tattici al profilo dell’oggetto del proprio interesse! Solo esche ben piazzate! Il gatsbying, quindi, è una tecnica per verificare l’interesse, una sorta di pre-corteggiamento velato e giammai diretto, per approdare ad un incontro sessuale rigorosamente senza corpi, odori, sapori. Perchè? L’assenza di responsabilità: non ci si mette in gioco in modo esplicito, si schiva l’incognita d’un ipotetico rifiuto allorché ci si incontri davvero e sia necessario parlare, esprimere la propria personalità, donare il proprio fascino, non solo fotografico, far seguire i fatti… Ovviamente, al gatsbying può seguire qualche chiamata dal contenuto piccante. E, poi? Più nulla! In barba alle promesse di danzare su una rotonda sul mare!

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