Home Cronaca & Attualità Rubrica terza pagina. Legge sull’omotransfobia: il testo approvato alla Camera

Rubrica terza pagina. Legge sull’omotransfobia: il testo approvato alla Camera

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Il 4 novembre 2020 la Camera ha approvato con scrutinio segreto la norma per contrastare l’omotransfobia, la misoginia e le violenze contro le persone disabili. I sì sono stati 265, i no 193, gli astenuti 1. L’approvazione è stata salutata da un prolungato applauso della maggioranza. La legge va, ora, al Senato della Repubblica per la definitiva approvazione. Essa istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra il 17 maggio, prevedendo iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado atte a promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonchè a contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.  Sarà punito in particolare con la reclusione fino ad un anno e 6 mesi oppure multa fino a 6.000 euro, chiunque istighi a commettere o commette atti di discriminazione fondati su tali motivi; con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, chiunque istighi a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per tali motivi; con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, chiunque partecipi o presti assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per tali motivi. Ma cosa accade dell’art. 21 della nostra Costituzione, secondo il quale tutti sono titolari del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione? Il pericolo potrebbe risiedere nel fatto che la norma finisca per introdurre un reato di opinione, rendendo perseguibili come sobillazione alle discriminazioni le espressione d’idea in difesa della famiglia eterosessuale o discordanti dal pensiero lgbt. Ebbene, la norma chiarisce puntualmente che non costituiscono istigazione alla discriminazione la libera espressione delle idee o la manifestazione di convincimenti oppure di opinioni riconducibili al pluralismo delle idee nonché le condotte legittime riconducibili alla libertà delle scelte, purché non istighino all’odio o alla violenza, ossia non presentino un nesso con atti gravi, concreti ed attuali. Ora, chiediamoci: l’omofobia è un “dispositivo culturale” risolvibile dal Legislatore? Riuscirà il Legislatore a bloccare una persecuzione  che ha ragioni di natura storica, antropologica e politica? «Meglio a destra con le escort che a sinistra con i trans» è un’espressione tratta dal web: riuscirà il Legislatore a frenare quanto accade nel contesto dei social media, un villaggio globale in cui si acuisce ed inasprisce un clima già pregno di livore? I pregiudizi, i tabù, i clichè, i preconcetti si combattono con l’educazione, l’istruzione, la cultura, la conoscenza, la possibilità di emanciparsi. Una legge che combatte il pregiudizio, tuttavia, è un segnale politico necessario, chiaro e forte, perché afferma il principio secondo cui non si può, non è lecito discriminare.

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Docente di Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina presso il Liceo “Filippo Brunelleschi”; curatrice di un blog letterario; promotrice d’iniziative culturali.