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Rubrica Terza pagina – Dalle comunità senza scuola alla DAD

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Nel contesto odierno è doveroso riacquistare l’idea sociale della scuola e della scolarizzazione, al fine di ribadirne senso e ruolo sociale, perni che appaiono immolati sulla mensa sacra di questioni logistiche, spesso difficili da cogliere. In società dove la scuola sul modello europeo non sussisteva, i ricercatori Gomes, Duranti e Gimeno Sacristàn hanno potuto esaminare come “viene al mondo” la scuola e quali esiti ottiene sulle organizzazioni sociali in cui viene concepita. Il mutamento precipuo che si appura risiede nelle relazioni autonome che si plasmano tra studenti e docenti, tributando emancipazione inusitata ai giovani. Codeste relazioni educative sottraggono vigore ai nuclei familiari, rendendo autonomi gli individui nello stesso contesto scolastico. Ciò rappresenta movente di riluttanza delle famiglie alla scolarizzazione, indubitabilmente, tuttavia, foriera d’autonomia di pensiero e sprone ad un approccio critico al mondo. Le relazioni pedagogiche comportano che alunni ed insegnanti siano sottoposti al rispetto di regole imparziali, il che genera quale apprezzabile conseguenza il foggiare nuove prassi relazionali: non più da individuo ad individuo ma come complesso di relazioni associative. Difatti, essi chiariscono che “la forma scolastica di relazioni sociali è costitutiva e costituente di un nuovo ordine sociale che può essere colto soltanto in quanto configurazione sociale complessiva, come modo di socializzazione la cui incidenza va molto al di là della sua presenza nell’istituzione scolastica”. Se l’effetto rilevato in comunità dell’America Latina o del Pacifico Occidentale è stato sconvolgente relativamente all’ordine sociale che tali comunità si erano imposte, dovremmo cominciare a meditare su quali contraccolpi avranno sulle comunità in cui viviamo future deliberazioni contrarie, orientate alla detrazione prolungata della scolarizzazione in presenza. Le relazioni sociali e le regole della coesistenza civile, che si assimilano mediante la comunicazione della conoscenza, mal si inviano nelle camere di bambini e ragazzi, che, bloccati tra Dad, telefoni cellulari e videogiochi, si offrono in sacrificio. S’intende proprio levare l’asse sul quale s’incardina l’organizzazione sociale dello Stato?

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Docente di Lingua e cultura greca e Lingua e cultura latina presso il Liceo “Filippo Brunelleschi”; curatrice di un blog letterario; promotrice d’iniziative culturali.