di Gianni Bianco Eva Sas portavoce dell’Europe Ecology-Les Verts annuncia in diretta televisiva la conquista di Lione, Marsiglia, Bordeaux, Strasburgo, Poitiers, e Tours da parte di Sindaci “Verdi”. Chiunque abbia a cuore il destino delle nostre comunità credo guardi con piacere alla vittoria del Movimento dei Verdi francesi. Sono anni che i temi ambientali in Europa e nel mondo caratterizzano dibattiti, passi avanti, passi indietro e quell’accordo che fu siglato a Parigi è rimasto solo una serie di buone intenzioni ma nel concreto negli ultimi cinque anni, quasi nulla. La calotta polare negli ultimi anni è diminuita del 70%, per questo gli effetti saranno devastanti per l’intero pianeta se non si corre ai ripari. Ascoltiamo spesso interventi di scienziati ed esperti che esortano ad una maggiore attenzione nei confronti della nostra natura ma i potenti della terra hanno in questi anni perso tempo e tempo non c’è. Si alza forte la voce di Movimenti ecologisti, dal Sudamerica all’’Europa, come in tutte le altre parti del mondo. Il successo, prima in Germania, dei Verdi, oggi in Francia, infondono nuova speranza, nuove certezze. L’Italia è la nazione con la più grande biodiversità al mondo, dalle Alpi, alla Sicilia, passando per mare, laghi, fiumi, colline e monti. Tutto la natura del Belpaese è impreziosita di arte, architettura, parchi, luoghi storici, paesaggi straordinari, borghi fantastici che hanno reso l’Italia il giardino d’Europa. La difesa dell’ambiente e del nostro patrimonio culturale, turistico, enogastronomico, l’80 % del patrimonio artistico è qui in Italia, può essere diviso dalla compatibilità ambientale e la difesa della natura? Basta con il chiacchiericcio e i dibattiti, non servono, oggi i fatti e se a proporlo non saranno i partiti ma coloro che di ambiente sono esperti, ben venga. L’Italia post-coronavirus è una nazione che correrà su due binari paralleli, quello ambientale e quello digitale. Leggiamo, ascoltiamo spesso un termine “Green-Economy”, qui da noi è ancora agli albori. La stessa Comunità europea ha messo in campo per i prossimi anni una somma consistente per trasformare da un lato ma eliminare definitivamente tutto quello che frena uno sviluppo seriamente ecosostenibile ed invertire il processo di riscaldamento globale per emissione di Co2, si parla di cinquecento miliardi di euro. La politica negli ultimi anni ha solo frenato mai stimolato una reale trasformazione delle nostre abitudini. Una classe politica obsoleta ha solo difeso la ricerca del business, la difesa strenua di industrie inquinanti, quella delle automobili e degli idrocarburi è sotto gli occhi di tutti. La Norvegia da anni ha messo al banco il diesel, in Giappone sono andati oltre e produrranno solo auto ecologiche. Solo oggi le case automobilistiche italiane hanno cominciato ad investire su auto ibride o elettriche ma i costi sono ancora altissimi e il parco auto medio basso è ancora altamente inquinante. Se ai problemi ambientali mondiali, europei e italiani aggiungiamo la singolarità della nostra Campania, in particolare le province di Napoli e Caserta dove la contaminazione, altro che inquinamento, del nostro mare, delle nostre terre, della nostra aria di sostanze tossiche, è spaventosa, è venuto il momento di cambiare. Terra dei fuochi non è solo un movimento, non è uno slogan ma un grido di dolore e disperazione di un popolo che non si rassegna alla delinquenza e la sua commistione con una parte delle istituzioni. Bisogna scendere in campo, lottare, sostenere chi di queste battaglie ne fa una bandiera, non ideologica ma di difesa della salute, della qualità della vita, delle nuove opportunità economiche di una mobilità non inquinante e soprattutto di legalità. La difesa della salute e se mi consentite una lotta senza quartiere contro chi inquina e uccide, dovrà essere messa in campo con determinazione, chi inquina uccide la strage non si ferma. Basta guardare la casistica di alcune neoplasie che colpiscono gli abitanti delle province tra Napoli e Caserta, di tutte le età, dall’infanzia alla maturità, per comprendere cosa viviamo, cosa rischiamo. La mancanza di decoro di alcuni parti delle nostre città è davvero intollerabile, lo scempio dei rifiuti sulle rampe d’accesso dell’Asse mediano o di tante strade di periferia a ridosso spesso di Istituti scolastici o ospedali. La raccolta differenziata che cresce o fa finta di crescere per rientrare in percentuali che a chiacchiere sono alte ma nei fatti la situazione è ben diversa. Se fosse reale la percentuale della raccolta differenziata i comuni si arricchirebbero come se estraessero petrolio dai loro territori, invece, pochi spiccioli. , In Italia e nel mondo è il più grande business, qui a Napoli il più grave problema, quanto ci costa poi di tributi locali… Chiaramente insieme ai problemi in generale l‘inciviltà di una parte della popolazione è sotto gli occhi di tutti, con la responsabilità diretta in questo di alcuni Sindaci che eludono il problema nascondendo la polvere sotto lo zerbino. La vittoria del Movimento Verde e ambientalista in Francia sarà da volano anche da noi per ritornare a parlare di Ambiente, di territori, di legalità. Un mondo migliore, soprattutto più bello può ancora ritornare ad esserlo e l’Italia, come alla nostra Campania, un tempo “Felix”, saranno l’esempio migliore basta volerlo. Un nuovo senso di comunità, un nuovo mondo da vivere, in Italia come in Francia, da oggi più Verde.

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