di Gianni Bianco – Sette mesi fa c’è stato il Lockdown-Uno. “Uno” perché questo dramma oggi avrà un sequel il “Due” che arriverà statene certi, devono solo trovare il modo come farci ingoiare la pillola amara di un altro periodo di arresti domiciliari. Teneramente durante il Lockdown-Uno dai balconi, dalle finestre, dal social i cittadini esponevano una scritta “Andrà tutto bene”, uno slogan appropriato che univa le speranze di tanti cittadini intimoriti e disorientati. Chiaramente, prendendo la palla al balzo, si associavano allo slogan tanti consiglieri, sindaci, parlamentari, regionali e nazionali, tutti presi da una smania di buonismo senza precedenti, tutti uniti dietro ad una frase. Tante incertezze viaggiavano in rete e in etere, un’unica grande certezza, comunicata in tutte le salse, era quella che il dramma si sarebbe riproposto in autunno, aggravato dalla ciclica influenza stagionale. A dire il vero tanti politici hanno fatto la loro fortuna o rimediato a un periodo negativo approfittando dell’occasione ghiotta che offriva il Covid-19. I dissensi interni sedati, l’opposizione disarmata, come non approfittare di cartelli informativi, video “fai da te”, foto in mascherina da soli o accompagnati? Se si immagina che prima del Natale del 2019 il governatore campano Vincenzo De Luca stava già preparando le valige grazie all’accordo Cinquestelle-PD-De Magistris. La scelta del Presidente della regione Campania era tra Costa M5s e Manfredi PD. Come è andata a finire tutti lo sappiamo, una comunicazione ad hoc, dai lanciafiamme alle male parole per i trasgressori, De Luca è schizzato nei sondaggi scompaginando i piani del governo nazionale. Anche a livello locale i sindaci grandi e piccoli hanno messo in campo la comunicazione, a volte sobria a volte meno sobria. La maggior parte di loro ha tratto vantaggio dal periodo di chiusura forzata in casa essendo tra i pochi che potevano girare per strada e utilizzare le strutture pubbliche e i mezzi di comunicazione. Altro elemento e non di poco conto che ha messo nelle condizioni i governanti e gli amministratori locali, il fiume di soldi che sono arrivati nelle casse per la distribuzione di sussidi e quant’altro. Tra qualche anno, quando le rose fioriranno, scopriremo chi l’ha fatto per umanità, chi no. Chiaramente l’emergenza non consentiva distrazioni o rallentamenti, alla gente mancavano i prodotti di prima necessità e allora si è chiuso un occhio o due, ci sarà tempo per scoprire qualche marachella e saranno poi gli organi inquirenti a stabilire chi ha messo le mani nella marmellata. Dicevo del Lockdown-Uno e della tenera esposizione della frase “Andrà tutto bene”. Quando è terminata la reclusione, parlo sempre del Lockdown-Uno e dei miracoli connessi, tutti hanno dimenticato la previsione chiara e inequivocabile dei luminari della scienza epidemiologica o di virologia: “Tornerà”. I cittadini comuni, asfissiati da due mesi di tensioni emotive, sacrifici economici, sociali, estetici, le signore senza tintura per un mese, i maschietti rimbecilliti dalle serie Netflix, i ragazzi con l’adrenalina a un miliardo, gli anziani in un angolo bendati, hanno gridato “E’ andato tutto bene, o quasi”. Sono iniziate allora le prime, timide esposizioni al sole, i week-end, le minivacanze, le vacanze vere, dalle spiagge popolari ai Resort di lusso, le mascherine, un caro ricordo. Gli italiani dopo tre ore di sole hanno dimenticato tutto, fatto salvo per chi ha perso causa Covid-19 qualche affetto e tutti in questo ne abbiamo fatto le spese. Le notizie correvano veloci e la pacchia è durata fino ad agosto, dal ferragosto in poi, dai ricconi del Billionaire di Flavio Briatore anche lui come parecchi colpiti, ai ragazzi che provenivano dalle vacanze arrivavano le notizie che non avremmo mai voluto sentire e che purtroppo riguardava il ritorno del contagio, stavolta sotto forma di “focolai”, amici, parenti, colleghi e cittadini tutti: positivi, sintomatici o asintomatici, da ricoverare, purtroppo, anche una percentuale di deceduti. Un’immunità di gregge autogestita e che ha fatto schizzare il numero dei positivi, ricoverati e purtroppo deceduti ai livelli Lockdown-Uno. I politici erano impegnati con o senza mascherina nelle loro diatribe elettorali, tra Referendum, Regionali, comunali, tutti in campo appassionatamente. I seggi nelle ore di punta avevano file enormi di elettori, chissà quanti contagi saranno avvenuti prima, durante e dopo le operazioni di voto. Chiaramente le elezioni hanno avvantaggiato gli uscenti, poche sorprese, in particolare il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca che, forte del bottino di consensi incamerati durante la quarantena nazionale e le quindici incomprensibili liste a suo sostegno, stravince le elezioni. Ottobre è stato il mese dei tentennamenti e dei primi comuni chiusi per un esteso focolaio di contagi. In Campania, Arzano prima, Orta di Atella e Marcianise poi sono state chiuse “Zone rosse”, recintate, senza possibilità per i cittadini di entrare e uscire dai confini. I commercianti di Arzano bloccano la rotonda e da quel momento il problema si estende ovunque. Venerdì 23 ottobre 2020, con un annuncio dei suoi, il governatore della Campania Vincenzo De Luca comunica la volontà, visto l’aumento in percentuale del contagio, di chiudere l’intera regione, un Lockdown regionale. La notizia ha fatto subito il giro del web e dei canali televisivi, la sera stessa le prime proteste, il giorno successivo ancora proteste.
Il governo nazionale, ma in particolare il presidente della repubblica Mattarella, ha spento l’iniziativa del presidente De Luca, richiamando a una collegialità di scelte, anche perché i soldi adesso mancano. Le proteste sono state a Napoli guidate dalla camorra. Questa ipotesi seppur veritiera per un numero di “guaglioni” infiltrati, quando poi la protesta si è estesa in tutta Italia, dal nord alla Sicilia, allora sono stati i cittadini o i teppisti nella peggiore delle ipotesi. La maggior parte dei cittadini che protestano sono esercenti di una delle tante categorie colpite ma a loro si associano anche tanti altri cittadini delusi e amareggiati dal tempo perso. Tempo perso in risse mediatiche e rivoli di chiacchiere, mentre in Cina si costruivano centinaia, se non migliaia di Terapie intensive, perché questo è il vero dramma, il centro del ragionamento, l’incapacità di gestire la fase di ricovero dei contagiati gravi. Si scopre invece che il problema non è tecnico ma umano. In Germania ci sono ventiduemila terapie intensive a pieno ritmo, in Italia, a parità di popolazione, quattromila. Capirete la differenza, è palese, ne servirebbero almeno altre quattromila ma mancano gli anestesisti e settemila infermieri per l’assistenza diretta. Questa la triste realtà, questo è quello che abbiamo pagato per anni d’incuria della salute pubblica, dei tanti tagli alla Sanità ma non alle ruberie e gli sprechi delle Asl. Aver regalato la cura della salute dei cittadini alle strutture private a discapito di quelle pubbliche e in tanti hanno cominciato a non curarsi per mancanza di possibilità economiche. La Spending revew di Mario Monti e della Fornero, l’inizio della fine della Sanità pubblica, o del welfare in generale con il silenzio vergognoso di tutti e ancora c’è chi invita esponenti di quel governo nelle trasmissioni televisive.  Soprattutto è stato un suicidio e oggi se ne vedono gli effetti aver bloccato le assunzioni di personale medico e paramedico in una nazione sempre più avanti con gli anni. Oggi è domenica, una settimana di fuoco, Firenze devastata, con essa proteste violente in tutta Italia, è sempre la camorra? No, è la rabbia dei cittadini, della paura maggiore, la povertà e di questo se ne dovranno fare una ragione tutti quelli che guidano processi politici. Si sono infervorati e goduto durante il Lockdown-Uno sindaci e governatori, de le cose non si affrontano seriamente, difendendo innanzitutto l’area produttiva ed economica dell’Italia, saranno davvero dolori e allora lo slogan “Andrà tutto all’asta”, sarà valido per un cittadino, un imprenditore ma soprattutto per una nazione intera. L’Italia che davvero tutto si può permettere tranne un Lockdown-Due che sarebbe un colpo mortale all’economia e a quello che abbiamo sempre rappresentato nel mondo di capacità e dinamicità, culturale e imprenditoriale, l’Italia è altro. Ancora oggi qualcuno sostiene che a guidare le proteste a Napoli è stata la camorra, A dire il vero si è scomodato addirittura Roberto Saviano per smontare l’ipotesi, in un’intervista dice: “La camorra non c’entra niente, è disperazione”. Si faccia tesoro, tutti, da chi scrive a chi legge, in particolare chi decide, di questo termine “Disperazione”, la vivono già in tanti, potrebbero subirla tutti altri. Si diano soldi direttamente a chi vive un disagio, si eviti soprattutto di aumentare il numero di disperati con singolari che comunque uccidono un’attività per far si che tutti ci convinciamo del “tanto meglio, tanto peggio”. Vogliamo di nuovo vedere i sorrisi dei nostri figli, queste mascherine sono una cosa orrenda, fate presto.
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