Home Sport Rossi che gara, ma non basta. Motomondiale a Jorge Lorenzo

Rossi che gara, ma non basta. Motomondiale a Jorge Lorenzo

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20151105_c1_rossi1A Valencia “The doctor” cerca l’impresa impossibile. Parte ultimo dopo la conferma da parte del TAS della penalità e si piazza in quarta posizione. La partenza è di quelle brucianti, Rossi vuole farcela e al primo giro se ne lascia dietro molti. La sua Yamaha è veloce e lui la guida come meglio sa fare. I fan ci credono. Nel frattempo, però, davanti guidano la gara i tre spagnoli. Il problema è proprio quello, sperare magari che le due Honda facciano meglio di Lorenzo, diretto avversario al titolo per Rossi, e gli piazzino le ruote davanti. Il tutto è ancora più difficile se poi si pensa che il primo pilota della Honda è Marquez, intenzionato a proseguire nella sua missione di “Guasta-Rossi”. Alla vigilia la paura era di un probabile biscotto “spagnolo”. Il buonsenso però poteva far pensare anche che un Marquez così tanto complice non era del tutto scontato. Purtroppo i fatti hanno dato ragione a chi credeva nella prima ipotesi. La gara poteva mettersi diversamente, stando ai tempi, se Marc avesse fatto ciò che era nelle sue possibilità e non ciò che era nella sua testa. Più di una volta ha avuto l’occasione di sorpassarlo ma si è dimostrato restio e privo di buona volontà. Il perché lo si può indovinare facilmente. L’unico che, invece, ha tentato di capovolgere la situazione ormai troppo evidente è stato Pedrosa. Dani ha rischiato di rovinare la festa ai connazionali, comportandosi da vero sportivo, ma proprio quando stava per riuscirci, gli si è opposto Marquez, che fino a quel momento aveva fatto solo da guardia spalle a Lorenzo. Rossi, intanto, dopo aver raggiunto uno strepitoso quarto posto, è affidato solo ai suoi nemici e diventa spettatore passivo della sua sorte. Lo sprint finale sembra l’ultima scena di un film visto e rivisto. A Valencia, in Spagna, vince, anzi vincono gli spagnoli. Lorenzo si laurea per la quinta volta campione mondiale della MotoGp e tutti vissero felici e contenti. Anzi, quasi tutti. C’è un Rossi deluso e arrabbiato che non partecipa nemmeno alla premiazione serale del Gran Calà. I fan, invece, lo aspettano a braccia aperte a Pescara, per acclamarlo come sempre. Il grido è quello di “Sei tu il campione”, perché, infondo essere in testa a un mondiale e perderlo per una ingenua reazione a una netta provocazione, non è sinonimo di perdente. Va anche sottolineato, però, che se Valentino si fosse comportato con più esperienza ora sarebbe lui ad alzare quel trofeo. Purtroppo a volte anche i più grandi campioni dimostrano di essere semplicemente degli essere umani dotati d’istinto e pulsione.