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Roberto Fico alla commemorazione di Antonio Esposito Ferraioli, la lotta alle mafie deve essere un lavoro quotidiano

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La Masseria Antonio Esposito Ferraioli è il bene confiscatoalla criminalità più grande dell’Area metropolitana di Napoli. Si estende su una superficie di circa dodici ettari, pari a 120mila metri quadri.

Il luogo porta il nome di Antonio Esposito Ferraioli, cuoco, scout e sindacalista della CGIL, vittima innocente della camorra, morto ammazzato a 27 anni.
Antonio Esposito Ferraioli, Tonino, era un giovane cuoco che lavorava alla mensa dello stabilimento paganese della FATME. In quegli anni la passione per l’impegno sociale avuta fin da giovanissimo con gli scout si era trasformata in fervore politico con l’iscrizione al Pci e alla Cgil in una realtà difficile come quella di Pagani all’epoca delle faide tra clan in lotta per accaparrarsi in dominio della città. In azienda era delegato sindacale, amava il suo lavoro, era scrupoloso nel preparare i pasti per i colleghi operai e per i loro figli ospitati nell’asilo nido dello stabilimento.
Era da tempo che in veste di delegato sindacale si batteva per migliorare la qualità delle forniture.Tonino si trovava a lavoro quando si accorse che la fornitura di carni arrivata nella sua cucina era marcia, avariata. allora pensò che il limite era superato: quella “fetenzia” era il risultato di una truffa ai danni della Comunità Europea messa in atto dalla camorra e da alcuni amministratori comunali. Le battaglie in fabbrica allora non bastavano più; decise di denunciare. ..Non fece in tempo. La notte del 30 agosto del 1978 fu ammazzato da due colpi di lupara alla schiena; purtroppo in pochi restarono a lottare tra cui i compagni di partito, il sindacato, gli amici di sempre. I familiari si rinchiusero nel dolore mentre la città dimenticava in fretta quel ragazzo, in una paralisi indifferente.

In occasione del 40° anniversario della morte di Ferraioli si è tenuta presso la masseria una commemorazione in suo onore alla quale ha preso parte l’Onorevole Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, “Oggi ci sono, e sono contento di esserci, perché penso che la vicinanza a queste realtà sia uno degli aspetti della lotta alle mafie che come cittadini e come Stato dobbiamo condurre ogni giorno”. Ha dichiarato Fico. ” se non ci liberiamo dalle mafie, non avremo mai un paese libero. Formazione, educazione e rigenerazione culturale da un lato, repressione dell’altro i punti da cui partire per debellarle dai nostri territori ” ha poi concluso.

“E’ un segnale forte che il Presidente della Camera dei Deputati, scevro da simboli e da bandiere, in rappresentanza dello Stato ha voluto lasciare ai nostri territori per troppo tempo dimenticati dalle istituzioni .Tutti insieme, cittadinanza e istituzioni , riusciremo a garantire un presidio di legalità costante e faremo sentire adesso , ancora più forte, la nostra voce contro i soprusi della criminalità organizzata” ha dichiarato la consigliera Vignati, presente alla commemorazione.

Uscire dai social ed entrare nel sociale è una inversione di marcia che potrebbe rivelarsi utile. Ammirabili sono le realtà partecipative come quella realizzata da Libera e dalla Masseria Ferraioli sia per il messaggio che trasmettono sia per il fine che ci si augura possano raggiungere.

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Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali (cit.). Fondiamo le prime con l'educazione ed il senso civico , mentre le ali, la speranza di un futuro migliore, si conferiscono con il buon esempio di chi in prima persona si batte per ciò in cui crede. partendo da studi classici ritengo che la scrittura sia un ottimo strumento per farlo.